Indonesia, erutta il vulcano Soputan: colpa del terremoto/ Ultime notizie, a Sulawesi i morti sono 1.407

- Davide Giancristofaro Alberti

Indonesia, erutta vulcano Soputan. Ultime notizie, dopo terremoto e tsunami, Sulawesi di nuovo flagellata: colonna di fumo e ceneri visibile da chilometri di distanza

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Terremoto in Indonesia

Non c’è pace per l’Indonesia e per l’isola Sulawesi. Dopo i terremoti degli ultimi giorni, e il devastante tsunami, anche il vulcano Soputan ha iniziato ad eruttare. Attualmente non si registrano morti o feriti per via dell’eruzione del monte, ma la preoccupazione è altissima nell’isola indonesiana, proprio per via delle condizioni devastanti in cui si trova la stessa dopo quanto avvenuto in queste ore. Il vulcano Soputan non è nuovo ad eruzioni, anche se la media è di circa una “colata” ogni 15 anni. Negli ultimi 600 anni vi sono infatti 39 eruzioni confermate, e sfortunatamente ha deciso di risvegliarsi proprio oggi. Stando a quanto sostenuto da alcuni esperti meteorologici, l’eruzione del Soputan è strettamente collegata agli eventi degli ultimi giorni, e sarebbe stata causata proprio dal terremoto di magnitudo 7.5, quello che ha devastato l’isola. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MORTI SONO 1.407

Se qualcuno non riesciusse ad immaginare l’inferno, forse vedendo l’isola di Sulawesi può farsene un’idea. Dopo i terremoti degli scorsi giorni, e il devastante tsunami, in Indonesia ha eruttato anche un vulcano. Il Soputan si è infatti risvegliato nelle scorse ore, con una colonna di fumo e ceneri visibile da svariati chilometri di distanza, che ha invitato le autorità a diffondere la massima allerta per le persone che risiedono nella zona più vicina allo stesso monte eruttato. Sull’isola di Sulawesi si rischia una nuova catastrofe, dopo quanto già accaduto nelle scorse ore. I morti accertati sono 1.407 ma il bollettino resta purtroppo aggiornato per difetto, visto che vi sono ancora zone dove i soccorritori non sono riusciti ad arrivare a seguito della devastazione. Inoltre, sono centinaia di dispersi, molti di essi finiti in mare a seguito dello tsunami, con l’aggiunta degli sfollati e dei feriti. Nella giornata di ieri un nuovo sisma di 5.9 gradi ha fatto tremare ancora la terra, e gettato la popolazione nello sconforto. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ERUTTA VULCANO SOPUTAN

Sembra un assurdo scherzo del destino, ma è la nuda e cruda realtà: dopo i terremoti e lo tsunami che hanno devastato l’isola indonesiana di Sulawesi, è eruttato anche un vulcano. Stamattina il monte Soputan, situato nella zona nord dell’isola flagellata, ha emesso una colonna di fumo e ceneri che ha raggiunto circa sei chilometri di altezza. Le autorità hanno invitato la popolazione ad allontanarsi dal vulcano e a non sostare nel raggio di 6.5 chilometri a sudovest dello stesso, avvisando altresì i controllori di volo circa il rischio in cui potrebbero incorrere gli aerei. L’aeroporto internazionale di Manado per ora rimane aperto, forse anche per via della grave crisi umanitaria di Sulawesi, fatto sta che le autorità hanno diramato l’allarme lava e fumo e di conseguenza la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare nel giro di poche ore. Sull’isola di Sulawesi i morti sono saliti a 1400, con centinaia di dispersi e feriti, decine di migliaia di sfollati, e i beni di primaria necessità come acqua, cibo e medicinali che sono ormai in esaurimento. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

UNA CATASTROFE

Il conto dei morti per i terremoti e lo tsunami che hanno colpito l’Indonesia sale a 1350, ma sono ancora centinaia i dispersi dopo la devastazione naturale che prende sempre di più le sembianze di una catastrofe umanitaria. Come riportato da Il Corriere della Sera, nel Paese si moltiplicano i casi di sciacallaggio. E se in alcuni casi a sedare la reazione delle persone che in preda alla fame davano l’assalto ai negozi è bastato sparare alcuni colpi di pistola in aria, in altri la polizia ha dovuto cedere di fronte alle sassaiole dei sopravvissuti che lamentano lentezza nei soccorsi e scarsità di viveri. Per episodi di questo genere, legati ai saccheggi, sono finite in manette già quarantacinque persone. Intanto per quanto riguarda le ricerche solo sotto l’hote Rau-Rai di Palau, da cui oggi è stata estratta vive una decina di persone, si pensa che possano esserci una 50ina di dispersi: per individuare eventuali sopravvissuti si stanno adoperando i rilevatori acustici in grado di captare suoni e voci in profondità. (agg. di Dario D’Angelo)

INDONESIA, 60MILA SFOLLATI DOPO TERREMOTI E TSUNAMI

Aumentano i morti in Indonesia dopo i terremoti e lo tsunami che hanno colpito l’isola di Sulawesi. L’ultimo bollettino aggiornato parla di 1347 vittime, ma c’è il rischio che tale numero sia ancora arrotondato per difetto, visti le molte persone che mancano ancora all’appello. Oltre all’immane perdita di vite umane, c’è da fare i conti con una situazione catastrofica, dove circa 60mila persone sono rimaste senza casa, e dove vi sarebbero 200mila persone bisognose di aiuti. Per far fronte a questa emergenza senza precedenti, il presidente indonesiano Joko Jokowi Widodo, ha autorizzato l’accettazione di aiuti internazionali.

EVASI 1.200 DETENUTI

La zona più colpita è quella di Palu, dove sono andate distrutte tre carceri, da cui sono evasi 1.200 detenuti: ««Sono sicuro che sono fuggiti perché temevano che sarebbero stati colpiti dal terremoto – le parole di un funzionario locale – questa è sicuramente una questione di vita o di morte per i prigionieri». Sull’isola scarseggiano acqua corrente e potabile, cibo ed energia elettrica, ma anche il carburante non si trova quasi più, ed inoltre, vi sarebbero moltissimi bambini bisognosi di cure. Secondo la BBC scene di alta tensione si sono registrate nelle ultime ore, con la polizia che ha dovuto sedare la folla che stava assaltando i negozi, sparando colpi in aria. Nelle prossime ore, previste sepolture di massa per evitare epidemie.

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