Ettore Weber morto sbranato dalle tigri/ L’etologo: “Ci fanno gli agguati i gatti…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Ettore Weber è morto sbranato dalle tigri che stava addestrando: il commento dell’etologo

tigre 2018 pixabay
Reggio Calabria, nudo dentro la gabbia delle tigri

Ettore Weber, noto domatore di tigri di 61 anni, da diverso tempo nel mondo circense, è stato sbranato vivo dai felini che stava addestrando per un successivo spettacolo. Cosa può essere successo? Prova a dare una risposta l’etologo Roberto Marchesini, facendo un semplice paragone con i gatti: «Le tigri, ma anche i leoni, i leopardi e in generale tutti i componenti della grande famiglia dei felini, hanno un istinto predatorio fortissimo. Pensiamo ai gatti: anche se convivono con l’uomo da almeno 8mila anni continuano a farci piccoli agguati fra i mobili di casa. Figurarsi le tigri, che non hanno avuto nessun processo storico di addomesticazione e non hanno quindi assorbito, a livello genetico, la vicinanza con l’uomo». Se le tigri nascono in cattività, afferma ancora Marchesini, e più facile che le probabilità di un attacco diminuiscano, ma non si annulleranno mai del tutto: «Dobbiamo ricordare che non sono animali domestici, restano selvatici anche se ammansiti». Alla luce della tragedia avvenuta tornano d’attualità le parole di Alberto Bonisoli, ministro per i Beni e le attività culturali, che pochi giorni fa aveva dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera: «Voglio gli animali fuori dai circhi e sto lavorando per questo. Il circo con i leoni appartiene ai miei ricordi di infanzia, dunque al passato: ci sono nuovi modi di conoscere gli animali». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ETTORE WEBER MORTO SBRANATO DALLE TIGRI

La morte di Ettore Weber, il domatore del circo Orfei sbranato dalle tigri che stava addestrando, ha scatenato opposte reazioni. Da una parte chi ha espresso cordoglio per il suo decesso, dall’altra chi ha messo in luce i maltrattamenti cui gli animali dei circhi sono quotidianamente sottoposti. Rispetto a questi ultimi è arrivata la presa di posizione del presidente dell’Ente nazionale circhi, Antonio Buccioni, che ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’è desta’ ha dichiarato: “Il circo italiano si stringe compatto intorno alla famiglia di questo grande artista. Che poi questo sia il giorno di iene e sciacalli è naturale, per i tempi che corriamo che sono specchio di una società degenerata, di valori sepolti. Ricordo in occasione della scomparsa di Moira Orfei quello che è accaduto sui social. Siamo più indifferenti che infastiditi”. Buccioni ha voluto sottolineare come gli incidenti mortali scaturiti dalla presenza di animali tra le mura domestiche “siano da raccapriccio. Sono talmente frequenti che ormai non fanno più notizia. Non c’è nessun processo di umanizzazione, di stravolgimento delle caratteristiche naturali degli animali superiori a quello che avviene nelle mura domestiche, dove l’animale diventa sostanzialmente un membro della famiglia e sul piano degli incidenti mortali parlano le statistiche. Combattere contro gli animali nei circhi e avere un cane in appartamento è incoerente”. (agg. di Dario D’Angelo)

LAV: “RICOLLOCARE LE TIGRI”

Mentre ci si domanda cosa possa essere accaduto ieri sera a Triggiano, nel Barese, dove il domatore esperto Ettore Weber è stato sbranato da quattro tigri mentre stava preparando il suo numero, interviene anche la Lega Anti Vivisezione. Secondo quanto riferito dal quotidiano Corriere della Sera, la Lav ha chiesto che “vengano subito portate via da questo circo e vengano ricollocate in un luogo idoneo alle loro esigenze naturali”. Intanto, le quattro tigri che si sono rese protagoniste del drammatico episodio, insieme alle altre quattro presenti nel circo, sono state poste sotto sequestro e sono attualmente in corso tutti gli accertamenti del caso per verificare l’esatto stato di salute degli animali e capire soprattutto se nella struttura fossero rispettate tutte le condizioni di sicurezza. Le stesse che ieri hanno attaccato il domatore potrebbero essere nate in cattività. Tuttavia, proprio il loro istinto predatorio potrebbe avere avuto il sopravvento. Secondo l’etologo Roberto Marchesini, infatti, se tigri nascono in cattività e vengono allevate dall’uomo diminuiscono le probabilità di un attacco ma non si annullano del tutto. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“PERCHÉ LO HANNO ATTACCATO”

Mondo del circo sotto choc dopo la morte di Ettore Weber, il domatore del circo Orfei sbranato da quattro tigri a Bari. Ma cosa può avere scatenato l’attacco dei felini nei confronti di un domatore esperto come il 62enne? Il Corriere della Sera lo ha domandato a Roberto Marchesini, etologo autore del libro «Geometrie esistenziali: le diverse abilità nel mondo animale”:”Forse il domatore ha avuto un movimento brusco, oppure ha chiesto qualcosa che andava oltre le loro possibilità. O, semplicemente, si è distratto per un attimo. Quando una tigre attacca, le altre la seguono per osmosi. E a quel punto, davanti non a una ma a più tigri insieme, un domatore da solo non ha alcuna possibilità”. Per questo, spiega l’esperto, “è indispensabile la presenza di altre persone. Non personale generico, però, ma trainer abituati a lavorare con questo tipo di animali e quindi capaci di calmarle agendo su elementi inibitori”. Si è soliti pensare che le tigri, una volta assaggiato il sangue umano, non siano più in grado di “tornare indietro”. Marchesini ammette parzialmente:”Al di là di queste credenze è vero che questi animali, come tutti i mammiferi, hanno una capacità mnemonica molto alta. Queste quattro tigri ricorderanno l’attacco e lo assoceranno alla gratificazione di aver fatto qualcosa che fa parte del loro istinto: in futuro sarebbe meglio separarle e non farle più esibire insieme”. (agg. di Dario D’Angelo)

ETTORE WEBER, PROCURA APRE INDAGINE

E’ stata aperta un’indagine dalla procura di Bari a seguito della morte di Ettore Weber, il domatore 61enne sbranato dalle tigri durante le prove dei circo Orfei. Secondo quanto riferito dai colleghi dell’edizione online di Repubblica, le forze dell’ordine stanno cercando di capire se il circo in questione fosse dotato di tutte le autorizzazioni necessarie riguardanti il trasporto e la custodia di animali pericolosi. Già nel 2013 due cuccioli di tigre che dovevano esibirsi a Martina Franca nello stesso circo, come ricorda Repubblica, erano stati sequestrati dagli uomini della guardia forestale visto che il loro trasporto e la loro custodia non era stata autorizzata. Marina Monti, la responsabile del circo, aveva rimandato al mittente ogni accusa, puntando il dito contro il domatore. Sempre la Monti era stata protagonista di un altro episodio risalente all’aprile dello scorso anno, quando era scoppiata una rissa fra i circensi e i cittadini che si lamentavano delle condizioni in cui erano tenuti gli animali, in quel di Surbo, in provincia di Lecce. Sono attesi aggiornamenti nel corso della giornata. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ETTORE WEBER, DOMATORE SBRANATO DALLE TIGRI

Ettore Weber, noto domatore di animali, è stato ucciso nella giornata di ieri da 4 tigri che stava addestrando in previsione di uno spettacolo del circo Orfei. Morso da un animale, subito dopo si sono avventati sul 61enne anche gli altri tre felini, dilaniando purtroppo il povero domatore. Una notizia che ha fatto in breve tempo il giro del web, e che sui social ha avuto ampio risalto, soprattutto per via dei numerosi insulti piovuti nei confronti delle vittime. Gli animalisti sono storicamente “anti-circo”, sostenendo che gli animali vengono maltrattati, e di conseguenza hanno esternato tutta la propria rabbia su Facebook: “Fatto bene… un applauso per le tigri”, uno dei commenti agghiaccianti, “Si vede che le tigri si erano rotte le palle di essere maltrattate! Non sono giocattoli da circo ! Complimenti”, e ancora “Io sto con la tigre!!!”, “Giusto così”. Secondo la ricostruzione, l’uomo si trovava all’interno di una gabbia e non ha avuto scampo, nonostante i soccorsi siano stati abbastanza tempestivi. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ETTORE WEBER: DOMATORE SBRANATO DA 4 TIGRI

Tragedia nelle scorse al circo Orfei, dove Ettore Weber, noto domatore di tigri, è stato ucciso sbranato dai felini. Il dramma, come riportato in questi ultimi minuti dai principali organi di informazione online, a cominciare dal Corriere della Sera, è avvenuto nel pomeriggio di ieri, 4 luglio 2019, presso il Circo Orfei allestito nella campagne di Triggiano, in provincia di Bari, nei pressi del centro commerciale Bariblu. Ettore Weber è uno dei nomi più noti fra i domatori italiani, ed aveva 61 anni. Difficile capire con esattezza cosa sia scattato nella mente delle tigri, fatto sta che l’incidente sarebbe avvenuto non in occasione di un’esibizione pubblica (l’unica nota “positiva” della tragedia), bensì durante le prove dello spettacolo: il domatore stava addestrando quattro animali in contemporanea quando uno di loro lo ha azzannato; a quel punto anche gli altri tre si sono avventati su Weber, poi morto a seguito delle dilanianti ferite.

ETTORE WEBER, DOMATORE SBRANATO DA 4 TIGRI

Stando a quanto sostenuto da alcuni media locali pare che le tigri, dopo aver morso e praticamente ucciso il povero domatore, abbiano continuato a inveire sul corpo martoriato del povero Weber per diversi minuti, prima che qualcuno intervenisse riuscendo a cacciare i felini e a riportarli in gabbia. Ettore Weber, come detto sopra, era ben noto nel mondo dei circensi, e oltre alle famose tigri del Bengala, si esibiva anche con altri animali, leggasi cavalli, pony, ma anche bisonti e ippopotami. Una volta lanciato l’allarme, sul posto si sono fiondati un’ambulanza del 118 e gli uomini della compagnia locale dei carabinieri, ma per il domatore non c’è stato nulla da fare: troppo gravi le ferite riportate. Il circo Orfei presso il centro commerciale Bariblu, allestito dal 15 giugno, aveva presentato un “viaggio socio-educativo tra gli animali dei 5 continenti”, uno show dove poter assistere dal vivo alle esibizioni di tigri, cammelli, giraffe, zebre e molti altri ancora. Un evento che purtroppo si è chiuso nel sangue.

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