Fabio Canino/ “Il mio coming out? Sembrava fossi l’unico gay in TV!”

- Valentina Gambino

Fabio Canino si racconta dopo Ballando con le stelle.

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Fabio Canino, giudice di Ballando con le Stelle

Fabio Canino dopo Ballando con le stelle 2019, è pianamente soddisfatto. Tutta la sua euforia viene fuori anche nel corso dell’intervista ai microfoni di Rai Radio2 durante il format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall’1.30 alle 6.00 del mattino. Il Bilancio con il talent show a ritmo di danza è davvero positivo: “E’ stata la stagione con gli ascolti più alti negli ultimi sei anni, con concorrenti bravi, pochissimi litigi, a parte l’ultima puntata dove io ho dato di matto”. Poi svela la sua grande sorpresa: “Il concorrente che più ha stupito negli anni? Tapia, il concorrente non vedente che ballava meglio di quelli che ci vedevano”. Quello che invece gli ha provocato più rabbia? “Alba Parietti. Donna ironica, divertente, intelligente, che in quell’occasione non capì che doveva stare al gioco. La De Girolamo? Non la considero, non la voglio nemmeno nominare. Non esiste per me. E’ un essere non esistente”, ha continuato.

Fabio Canino, il bilancio dopo Ballando con le stelle

Fabio Canino poi, ha parlato del suo coming out e la situazione odierna del Paese per quanto riguarda i diritti dei gay: “Il mio coming out avvenne in un momento in cui nessuno lo faceva, sembrava fossi l’unico gay in televisione. Parlando al Costanzo Show di tradimenti io rivelai che ero stato tradito dal mio fidanzato. Passò un bel messaggio, non era importante se a tradirmi fosse stato un uomo o una donna, ma semplicemente che anche io ero stato tradito, come le altre persone presenti su quel palco. Io non ho mai avuto bisogno di un coming out vero, non è ricordi brutti da quel punto di vista. Oggi invece c’è un rigurgito, se fino a un anno e mezzo fa i messaggi negativi erano tre su dieci ora sono cinque su dieci. Ci sono persone che scrivono frocio fascista o frocio comunista. Sono anche un po’ confusi. Perché finché si tratta di frocio siamo d’accordo tutti, ma fascista proprio no”. Canino ha anche scritto un libro dal titolo “La parole che mancano al cuore”, la trama racconta la storia d’amore tra due giocatori di calcio di Serie A: “E’ una storia d’amore contrastata, mi piace raccontarla in un momento in cui si vuole distruggere qualunque tipo di differenza e di diversità. L’amore riguarda tutti. E’ l’unica chiave di comunicazione universale. Anche il peggior omofobo e il peggior razzista una volta nella vita si sarà innamorato. Il calcio, poi, da questo punto di vista ha un problema. Le società hanno il terrore di fare qualunque cosa che possa far storcere il naso alla curva più estrema”.



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