FABIO CANINO/ “Raffaella Carrà sapeva distinguere la tv dalla vita privata”

- Elisa Porcelluzzi

Fabio Canino era grande amico di Raffaella Carrà, scomparsa lo scorso 5 luglio. L’attore ha dedicato alla showgirl lo spettacolo teatrale “Fiesta”.

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Fabio Canino a Domenica In

Fabio Canino è intervenuto in qualità di ospite nel corso della trasmissione “Oggi è un altro giorno”, condotta su Rai Uno da Serena Bortone. Il giurato di “Ballando con le Stelle” ha ricordato la figura di Raffaella Carrà, che per lui era un mito, era “la soubrette della porta accanto”, che sapeva distinguere la tv dalla vita privata. Ha quindi ripercorso la prima cena insieme a lei e a Gianni Boncompagni, durante la quale “dovevo farmi vedere a mio agio, ma in realtà guardavo tutto cosa faceva la Carrà. Se mangiava, mangiavo anch’io. Quando ha smesso di mangiare, ho smesso anch’io, poi a casa ho proseguito la cena perché avevo fame!”.

Canino ha poi sottolineato di avere pubblicato un libro su di lei, intitolato “Raffa book”: “Lei mi chiamò per farmi un sacco di complimenti. Per me erano cose fino a pochi giorni prima inarrivabili”. Quando la showgirl è mancata, “l’ho saputo subito. Ho immediatamente spento il telefono. Era una gran signora, non era seconda a nessuno. Questa uscita di scena era nelle corde di Raffaella. Lei non ha mai spettacolarizzato gli aspetti privati dalla sua vita”. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

Fabio Canino: “Raffaella Carrà? La guardavo sempre dopo Carosello”

Fabio Canino, storico giudice di Ballando con le stelle, è sempre stato un grande fan di Raffaella Carrà tanto da aver dedicato lo spettacolo “Fiesta”, scritto con Roberto Biondi e Paolo Lanfredini, all’iconica showgirl, scomparsa lo scorso 5 luglio. Nel musical tre amici si incontrano tutti gli anni il 18 giugno, data di nascita di Carrà, dando una festa perché per loro “è come il Santo Natale da celebrare con tutti i crismi”, ha spiegato Canino al Corriere sella Sera. “Per me, è sempre stata la soubrette della porta accanto: da bambino, m’immaginavo che era la vicina che bussa alla porta, apri e c’è lei con le sue spalline che dice: ho finito il sale. La guardavo il sabato sera dopo Carosello”, ha rivelato Canino che proprio guardando la Carrà ha deciso di studiare recitazione e fare teatro. Inaspettatamente anche Raffaella Carrà si presentò a teatro a vedere lo spettacolo a lei dedicato: “Riservò tutto il teatro per sé e i suoi amici, c’erano Sergio Japino, Gianni Boncompagni, Marisa Laurito… E volle pagare i biglietti”.

Fabio Canino: “Raffaella Carrà era amata in tutto il mondo”

Da quel momento Fabio Canino e Raffaella Carrà diventeranno amici. Nel 2001 la showgirl condusse Sanremo e volle Canino tutte le sere al Dopofestival. Poi l’attore scrisse con Roberto Mancinelli il “RaffaBok” e la Carrà partecipò al programma “Cronache Marziane”. Fabio Canino ha avuto la fortuna di conoscere Raffaella Carrà anche lontano dai riflettori: “La incontravo a cena da Gianni o da Barbara Boncompagni, non eravamo mai più di cinque o sei: se c’era troppa gente, lei non usciva, e chiedeva sempre chi fossero gli ospiti”, ha ricordato sulle pagine del Corriere della Sera. Boncompagni era il mattatore, la Carrà il contraltare: “In quelle serate, capivi quanto lei fosse amata in tutto il mondo: in Cile, a Viña del Mar, aveva cantato in uno stadio pieno come se ci fosse Madonna e la ressa era tale che avevano dovuto farla uscire nella cesta della biancheria. Un’altra volta, la portarono fuori con l’ambulanza”.

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