Fase 2 Roma/ Date, orari di apertura scaglionati: prima alimentari e panifici, poi…

- Mauro Mantegazza

Fase 2 a Roma: date e orari di apertura scaglionati. Al mattino apriranno prima supermercati, alimentari e panifici, poi nel corso della giornata…

Coronavirus negozi Roma
(LaPresse)

Orari di apertura scaglionati per i negozi a Roma nella Fase 2 di riapertura dopo il lockdown per Coronavirus. Prima i supermercati, i panifici, gli alimentari e i pasticceri, che potranno aprire alle 8.30. Dalle 10 aperti i negozi di vicinato, di informatica e telefonia, ma anche i ferramenta e i negozi di elettronica. Per ultime dovrebbero alzarsi le serrande delle boutique di vestiti e di scarpe e delle librerie, intorno alle 11.30.

È questo lo schema di cui riferisce il Messaggero, discusso ieri sera dall’assessore allo Sviluppo economico di Roma, Carlo Cafarotti, con le principali organizzazioni dei commercianti: Cna, Confesercenti, Confcommercio e Federlazio. Un vertice durato oltre un’ora per capire come affrontare uno nei nodi centrali della fase 2, cioè come scaglionare l’apertura delle attività sia per evitare il collasso dei trasporti pubblici, che viaggeranno con i mezzi a capienza molto limitata (-70% di passeggeri) sia per far rispettare le distanze di sicurezza.

Un primo schema ipotizzato mercoledì, sempre tra l’assessore Cafarotti e le categorie dei commercianti, prevedeva aperture alle 11, alle 13 e alle 15. Dopo l’ultimo confronto, ieri si è deciso di comprimere questa fascia tra le 8.30 e le 11.30. Oggi l’assessore dovrebbe consegnare una bozza a tutte le organizzazioni, con i codici commerciali Ateco e gli orari esatti.

FASE 2 ROMA: GLI ORARI DI APERTURA DEI NEGOZI

Comunque possiamo già descrivere con discreta accuratezza che cosa succederà alle attività commerciali a Roma nelle prossime settimane di ripartenza dal Coronavirus, la cosiddetta Fase 2. Nel vertice di ieri infatti alcuni punti sembrano essere già stati definiti. Sembra dunque confermata, riferisce sempre il Messaggero, la scansione in tre fasce orarie delle aperture con “precedenza” per i supermercati e gli alimentari, ma anche forni e pasticcerie, oromaltre ai tabaccai.

La seconda fascia, riguarderà i negozi di vicinato e quelli d’informatica e per le pratiche auto, i ferramenta, i negozi di telefonia e di elettronica. Nel terzo blocco ci sarebbero invece negozi di scarpe, abbigliamento e librerie. Per Valter Giammaria, leader della Confesercenti di Roma, “il dialogo finora è stato costruttivo, la collaborazione è fondamentale dato che il settore è in crisi nera“.

A questo proposito, i negozianti chiedono di far restare aperta la Ztl per tutto il 2020. L’assessore al Commercio su questo però non si è sbilanciato, la valutazione finale spetterà infatti alla sindaca Virginia Raggi.

FASE 2 ROMA: LE DATE DI RIAPERTURA PER LE VARIE ATTIVITÀ

Questo per quanto riguarda gli orari di apertura giornalieri, ma restano da definire anche le date di riapertura nella Fase 2, non solo a Roma. La Regione Lazio si atterrà alle linee guida nazionali, quindi il 4 maggio dovrebbero aprire fabbriche, cantieri, ma anche studi professionali e servizi. In tutto, secondo i dati della Camera di Commercio, sarebbero 131.317 attività a Roma per un totale di 174.471 addetti.

L’11 maggio invece dovrebbero riaprire i negozi, dal commercio al dettaglio all’ingrosso, alle riparazioni di auto: nel complesso altri 86.510 esercizi che coinvolgono 104.995 dipendenti. “Le imprese si stanno già attrezzando per mettere in campo tutte le protezioni necessarie, ora è importante avere date certe“, rimarca Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma.

Ci vorrà invece ancora più tempo per bar e ristoranti. Gli esercenti, che denunciano incassi mancanti per 2 miliardi di euro, apprezzano la spinta data da Regione e Comune per ampliare le concessioni di suolo pubblico per i tavolini (+35%) e per autorizzare le attività di takeaway, ma premono per ottenere una cancellazione e non soltanto una sospensione dei principali tributi (come la tassa di soggiorno e la Cosap) e delle tariffe (come la Tari) per tutte le realtà più colpite dalla crisi. Si aspetta il decreto Cura Comuni, che dovrebbe stanziare 3,5 miliardi di euro da ripartire su tutto il territorio nazionale, grazie al quale il Comune avrebbe i fondi per tagliare alcuni tributi locali.

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