Federico Vespa/ “RTL? Lascio senza polemiche” e sul padre “campione di pesi massimi”

- Emanuele Ambrosio

Federico Vespa, figlio di Bruno Vespa si è raccontato dalle pagine di Libero dopo l’addio a RTL 102.5. Una scelta voluta proprio dal giornalista e conduttore radiofonico figlio del noto giornalista e conduttore di “Porta a Porta” che ha confessato: “dopo 13 anni avevo bisogno di nuovi stimoli. Sentivo da tempo che la storia d’amore… Mostra articolo

Federico Vespa ospite a domenica in padre
Federico Vespa ospite a Domenica In (foto: web)

Federico Vespa, figlio di Bruno Vespa si è raccontato dalle pagine di Libero dopo l’addio a RTL 102.5. Una scelta voluta proprio dal giornalista e conduttore radiofonico figlio del noto giornalista e conduttore di “Porta a Porta” che ha confessato: “dopo 13 anni avevo bisogno di nuovi stimoli. Sentivo da tempo che la storia d’amore volgeva al termine. E’ stata una scelta soltanto mia: lascio senza polemiche e mantenendo buoni rapporti con tutti”. Adesso per Federico è arrivato il momento di proiettarsi in nuovi progetti futuri che arrivano in un momento critico e difficile come quello del post Covid-19. “Prima del Covid avrei dovuto condurre un programma sugli Europei di Calcio” – ha raccontato il figlio d’arte che ha proseguito dicendo – “ora riparto da zero. Mi piacerebbe avere uno spazio di approfondimento e intrattenimento in radio o in tv, i miei due media preferiti”. Il giornalista e conduttore non nasconde di essere follemente innamorato di due programmi di successo come “La vita in diretta” e “Non è l’Arena” e parlando proprio di Giletti ha detto: “ha gestito le puntate sulla magistratura in modo esemplare, portando a casa dei colpi giornalistici e assicurando una grandissima qualità”.

Federico Vespa e il padre Bruno: “è un gigante democristiano del giornalismo”

Federico Vespa ha poi parlato del padre Bruno con cui ha condiviso l’esperienza del programma “Non Stop News – Raccontami” in onda su RTL 102.5: “ha una preparazione spaventosa, è come fare un incontro di pugilato con un campione di pesi massimi. Mi sono allenato a tenere botta con le mie idee: se avessi sbagliato mezza cosa, sapevo che lui mi avrebbe fottuto”. Un’esperienza di lavoro che ricorda così: “ci siamo scontrati su tutto: sui temi di coscienza come l’eutanasia io a favore, lui contro. Sulla qualità della classe politica a mio avviso molto modesta e ha gestito l’emergenza Covid in modo scandaloso. Mio padre preferiva dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Lui è un gigante democristiano del giornalismo”. Non solo giornalista e conduttore, Federico Vespa ha esordito anche come scrittore con il libro “L’anima del maiale” in cui ha parlato apertamente della sua depressione: “mamma e papà hanno avuto una bella reazione, non si sono sentiti danneggiati, anzi erano contenti, sapendo che questo libro era per me un’opportunità visto che è stata terapeutico e ha cambiato la mia carriera. Mi ha consentito di andare in tv a parlarne, insegnandomi a guardare fisso in una telecamera e dare un messaggio: puoi stare bene economicamente e allo stesso tempo avere un’anima tormentata e stare di merda”.

Federico Vespa e il post Covid-19: “Questo governo mi pare del tutto inadeguato”

Federico Vespa, il figlio di Vespa è poi tornato a parlare della gestione dell’emergenza sanitaria Coronavirus da parte del Governo dicendo: “avrei riaperto tutto a fine aprile. E’ stato un delitto ripartire così tardi, visti i numeri in calo dei contagi. Questo governo mi pare del tutto inadeguato per il post-Covid, con questi al comando il paese muore”. Parlando del suo credo politico il giornalista ha detto: “ho sempre votato a destra, in passato ho puntato su Fini e poi sul primo Berlusconi. Oggi non voto nessuno, vedo pochissima qualità fatte le dovute eccezioni: Luca Zaia, amministratore meraviglioso e Michele Emiliano ha una testa di tutto rispetto”. Infine sulla vicenda di George Floyd che tanto ha scosso l’America e il resto del mondo ha detto: “la sua uccisione è stata una vergogna, ma è disgustoso cavalcare quell’onda antirazziste per aggredire i bianchi, distruggere le loro macchine e i negozi o imbrattare le statue. Si parte da una protesta giusta per fare qualcosa di inaccettabile”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA