Festival di Venezia: “No a edizione online”/ Barbera “Tre scenari per la Mostra 2020”

- Carmine Massimo Balsamo

Emergenza coronavirus, cosa ne sarà del Festival di Venezia 2020? La Mostra “chiude” a un’edizione in digitale, il direttore Alberto Barbera…

festival di venezia 2020
Paolo Baratta, Joaquin Phoenix e Alberto Barbera (Credits La Biennale di Venezia - foto ASAC)
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L’emergenza coronavirus sta colpendo duramente il mondo del cinema e, di conseguenza, le varie kermesse internazionali. Il Festival di Cannes è stato rinviato (fine giugno-inizio luglio) ma rischia di essere cancellato, quello di Toronto va verso un’edizione “ibrida” – sia sul posto che in digitale – ma cosa ne sarà del Festival di Venezia 2020? Intervenuto ai microfoni di Variety, un portavoce della Mostra diretta da Alberto Barbera ha escluso un evento online: «C’è la possibilità di utilizzare la tecnologia per alcune iniziative, ma al momento è troppo presto per decidere». Venezia 77, dunque, non sarà come Toronto, che sta lavorando su una formula che prevede limitati eventi in sala e una più ampia rassegna solo digitale. Nessuna certezza per il momento, molto dipenderà dal corso degli eventi. E Barbera ha parlato di tre scenari…

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FESTIVAL DI VENEZIA 2020, BARBERA: “CI SONO TRE SCENARI”

«Toronto è un tipo differente di festival, non comparabile con Cannes o Venezia», ha spiegato il direttore della Mostra d’arte cinematografica di Venezia ai microfoni dell’Ansa, spiegando subito dopo: «Noi stiamo lavorando esattamente come negli anni scorsi. Mancano ancora due mesi e davanti ci sono tre scenari possibili: quello più pessimistico con la pandemia ancora attiva che ci costringe a prendere un bell’anno sabbatico e mettere questa edizione 2020 tra parentesi». Alberto Barbera ha poi aggiunto: «C’è poi lo scenario più ottimista, la pandemia si arresta e tutto torna come prima e, infine, quello intermedio che prevede dei vincoli che ora non possiamo prevedere e con i quali ci dovremo confrontare. Insomma entrambe sono variabili non da poco che richiederanno decisioni condivise, ma di fronte a dati certi. E questo prima di fine maggio». Insomma, non ci resta che aspettare…

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