FONDO NAZIONALE TURISMO/ Palermo (Cdp): per riqualificare i gioielli dell’ospitalità italiana

- Alberto Beggiolini

Cassa Depositi e Prestiti ha approvato il Fondo nazionale del turismo. Mobilitati fino a 2 miliardi di euro con particolare attenzione agli alberghi storici e iconici

Palermo Fabrizio Lapresse1280 640x300
Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti (LaPresse)

Il turismo italiano, straordinariamente colpito dall’emergenza Covid, merita sforzi altrettanto straordinari per tentare di preservare il patrimonio di strutture esistenti da possibili default o dispersione delle proprietà. Lo ha compreso bene Cassa Depositi e Prestiti, che rafforza il suo già consistente impegno nel settore considerato “chiave per l’economia italiana, che rappresenta il 13% del Pil e il 15% dell’occupazione”.

Su proposta dell’ad Fabrizio Palermo, il Consiglio di amministrazione di Cdp, presieduto da Giovanni Gorno Tempini, ha approvato la nascita del Fondo Nazionale del Turismo (FNT), presentato ieri nella sede di via Goito, alla presenza del ministro per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini.

La strategia di Cdp a supporto del comparto turistico si declina già in quattro direzioni: la formazione (è stata avviata lo scorso dicembre, in collaborazione con Th Resorts e l’Università Ca’ Foscari, la Scuola italiana di ospitalità, al Lido di Venezia, per formare la nuova classe manageriale nel settore del turismo); l’innovazione (varato lo scorso gennaio un fondo per il sostegno, attraverso venture capital, alle imprese del settore: giaà finanziate 11 startup del comparto, nell’ambito della digitalizzazione dei processi operativi, del turismo sostenibile e dell’internazionalizzazione dell’offerta, con ulteriori progetti in via di approvazione); il consolidamento dei gestori, con l’individuazione di campioni nazionali nella gestione di strutture alberghiere, anche attraverso la leva dell’equity (Cdp è già azionista di Th Resorts e Rocco Forte Hotels e ha contribuito in maniera decisiva alla loro crescita nel corso degli ultimi anni, portandoli oggi ad un livello di oltre 13mila occupati diretti e indiretti, con importanti interventi nel Sud Italia); la valorizzazione degli asset immobiliari tramite l’acquisto e l’ammodernamento delle strutture alberghiere, promuovendo la separazione tra proprietà immobiliare e gestione alberghiera, per garantire adeguati investimenti ed elevati standard qualitativi (negli ultimi anni Cdp ha già acquisito 7 strutture ricettive per un investimento complessivo di 160 milioni di euro).

Adesso, con il Fondo Nazionale del Turismo, Cdp rafforza il supporto alla valorizzazione delle strutture ricettive, con particolare riferimento agli alberghi storici e iconici su tutto il territorio nazionale. Saranno mobilitati fino a 2 miliardi di euro, tra risorse Cdp, per un totale di 750 milioni di euro, e ulteriori fondi di investitori terzi. Il ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo contribuirà, attraverso un fondo istituito con il Decreto Rilancio, fino a 150 milioni di euro.

Nessuna “invasione” negli scopi di Cdp: al contrario, si vuole costituire una sorta di paracadute per gli operatori. Il Fondo potrà infatti concedere agli attuali proprietari un diritto di riacquisto, da esercitare in un arco di tempo congruo rispetto alle stime di ripresa del mercato ricettivo internazionale. Ove possibile, inoltre, si promuoverà il reinvestimento dei proventi della vendita nell’attività di gestione, sostenendo l’occupazione e il miglioramento degli standard qualitativi delle catene alberghiere del Paese.

“Il turismo – ha detto l’ad di Cdp, Fabrizio Palermo, durante la presentazione – rappresenta uno dei settori chiave per il Paese da un punto di vista economico e occupazionale. Il momento di forte difficoltà che sta vivendo può, tuttavia, rappresentare un’opportunità per accelerarne la transizione verso un’offerta più professionale, competitiva e innovativa. La nascita del Fondo Nazionale del Turismo rafforza ulteriormente la già consolidata capacità di intervento di Cdp nel settore, favorendo la riqualificazione dei gioielli dell’ospitalità italiana e contribuendo così all’evoluzione del business model delle imprese turistico-alberghiere”.

“Con la creazione del Fondo – ha aggiunto il presidente Giovanni Gorno Tempini – Cdp rafforza il suo ruolo a tutela del patrimonio turistico e culturale nazionale, puntando sull’eccellenza della tradizione italiana dell’ospitalità. Investire sul turismo è una scommessa per il futuro dell’Italia”.

“Grazie a Cdp – ha commentato il ministro Franceschini – nasce un potente strumento per sostenere lo sviluppo del settore turistico, uno degli assi portanti dell’economia nazionale al quale il Governo ha riservato attenzione sin dal principio dell’emergenza Covid. Parte importante di questo settore è il tessuto imprenditoriale dell’ospitalità italiana, un comparto ricco ed eterogeneo. Molte sono le realtà a conduzione familiare così come le piccole catene alberghiere, che costituiscono una delle caratteristiche originali del turismo nel nostro Paese, dove il viaggiatore si sente autenticamente accolto. Si tratta di un patrimonio messo a rischio dalla emergenza pandemica. Per difendere questo vero e proprio bene, il decreto Rilancio ha stanziato risorse importanti per prevenire il depauperamento dell’ospitalità alberghiera italiana, evitando acquisizioni che ne compromettano il carattere identitario. Risorse che presto saranno disponibili nel contesto del Fondo Nazionale del Turismo. Stiamo anche lavorando affinché un’importante parte del Recovery fund sia destinata a investimenti di riqualificazione nelle nostre strutture ricettive”.

Tutti positivi i primi commenti alla presentazione del Fondo. “Riteniamo che sia un primo importante passo per la tutela del patrimonio imprenditoriale turistico italiano – ha detto Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria -. Lo strumento aiuterà a superare questo periodo di forte difficoltà rilanciando il settore e tutelandone l’occupazione. È evidente che per far fronte a questa situazione emergenziale servano ulteriori misure straordinarie, ci auguriamo quindi di poter continuare la positiva interlocuzione con Cdp”.

“Il Fondo di Cdp può diventare uno strumento importante non solo per supportare il turismo in questa fase drammatica, ma anche per favorirne il rilancio” ha sottolineato Vittorio Messina, presidente Assoturismo.

“Cdp ha varato uno strumento finanziario interessante a sostegno del settore – ha dichiarato Bernabò Bocca, presidente Federalberghi -. Siamo lieti di questa azione ed è importantissimo che il nuovo Fondo scelga metodologie e linee di investimento realmente produttive e a sostegno di imprese sane”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA