Francesco Saverio, figlio Toni Santagata morto a 50 anni/ Malattia improvvisa

- Alessandro Nidi

Francesco Saverio era il figlio di Toni Santagata, artista 86enne: l’uomo è scomparso nell’agosto 2020 per via di una malattia improvvisa

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Francesco Saverio, figlio di Toni Santagata (Oggi è un altro giorno, 2021)

A “Oggi è un altro giorno”, trasmissione di Rai Uno condotta da Serena Bortone, è intervenuto Toni Santagata, ricordando la morte del figlio, Francesco Saverio, avvenuta un anno fa, nell’agosto 2020, per una malattia improvvisa, a soli 50 anni. In quel periodo, nonostante la pandemia di Covid, Santagata aveva subìto una delicata operazione chirurgica e mi stava curando lui: avevo avuto un’operazione difficilissima, ringrazio ancora i dottori del Gemelli che mi hanno salvato. Lui mi stava sempre vicino, mi sorreggeva con le sue manone, erano avvolgenti”.

Il cantante non pensava affatto che il figlio stesse male: “Non mi ha mai fatto sapere se avesse qualcosa, io non ho saputo niente. Lui è stato un uomo straordinario, un creativo assoluto, un ragazzo che distribuiva idee a tutti. Era stato l’ideatore di Ottovolante, una trasmissione radiofonica, poi aveva scritto commedie e tante altre cose. Addirittura, in quei giorni mi aveva portato una poltrona nuova. Lui in quel periodo frequentava molto Milano, perché aveva un lavoro da consegnare”.

FRANCESCO SAVERIO, FIGLIO TONI SANTAGATA: “LO CHIAMAVANO IL SINDACO DEL VILLAGGIO”

Nel salotto televisivo di Rai Uno, Toni Santagata si è profondamente commosso nel ricordo del figlio Francesco Saverio, al quale aveva dato il nome del nonno paterno: “Lui avrebbe voluto che continuassi a essere il papà che sono e infatti io parlo con lui tutte le mattine, gli chiedo consigli su come vestirmi. I suoi amici lo chiamavano il sindaco del villaggio e due sere prima di morire diede una festa grandissima”.

Dopo quel momento spensierato, però, il dramma inaspettato: “La mattina dopo è arrivata un’autoambulanza. Mi sono alzato dal mio letto, anche se non ci riuscivo e le condizioni di salute non avrebbero dovuto permettermelo. Sono arrivato lì e non posso dimenticare quel momento: lui stava entrando in ambulanza, mi ha guardato, ci siamo guardati. Non è più tornato da quell’ospedale”.



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