Frutta secca, Ue introduce obbligo di etichetta con origine/ Misura verrà estesa anche a frutta e miele

- Chiara Ferrara

L'Ue introduce l'obbligo di etichetta con specificata l'origine dei prodotti per la frutta secca, ma presto ci sarà anche per frutta e miele

pasquetta supermercati aperti - Foto di Igor Ovsyannykov da Pixabay

La Commissione Ue con il Regolamento delegato numero 2429 del 2023 ha introdotto l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di frutta secca e frutta in guscio, fichi secchi, uva secca, banane maturate provenienti da Paesi terzi. Il motivo, come ricostruito da Libero Quotidiano, è da ricondurre al fatto che i cibi più pericolosi sono proprio quelli che arrivano dall’estero. Nei prodotti sopracitati, in particolare, di recente sono state rilevate delle contaminazioni da aflatossine cancerogene.

Il cosiddetto market standard tuttavia non include esclusivamente questi prodotti. Al suo interno rientrano fra l’altro pure frutta e verdura in busta, la quarta gamma, i funghi non coltivati – per quelli coltivati l’obbligo d’origine trasparente era già in vigore – e zafferano. La Commissione ambiente dell’Europarlamento inoltre si è pronunciata per introdurre l’obbligo di indicare le percentuali per ogni Paese di origine del miele. La sensazione dunque è che la misura potrebbe essere via via sempre più estesa per garantire la sicurezza dei consumatori.

Frutta secca, Ue introduce obbligo di etichetta con origine: come funziona

L’obbligo di scrivere l’origine dei prodotti come la frutta secca nelle etichette previsto dal market standard diventerà stringente a partire dal 1° gennaio del 2025. Fino a quel momento, ovvero nel corso di tutto il prossimo anno, i produttori e i confezionatori avranno tempo per adeguare i loro processi per renderli a norma. Purtroppo, però, ci sono ancora dei cibi che resteranno esclusi dalla misura introdotta dalla Commissione Ue. È il caso, ad esempio, di pane, farina, biscotti e merendine, cracker e fette biscottate, pasta ripiena, gnocchi, preparazioni gastronomiche a base di carne, maionese, surgelati, legumi secchi e conserve vegetali.

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, si è comunque per il momento detto soddisfatto dell’obiettivo raggiunto. “È un passo importante fortemente sollecitato dalla Coldiretti impegnata da anni nel percorso di trasparenza dell’informazione ai consumatori sull’origine degli alimenti portati a tavola, a tutela della libertà di scelta”, ha affermato.





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