Fca-Psa, cosa cambia con la fusione/ 14 marchi: i “rischi” per Alfa Romeo e Lancia

- Niccolò Magnani

Fca-Psa, ecco l’accordo di fusione: closing in 12-15 mesi, cosa cambierà. 14 marchi, a rischio Lancia e Alfa Romeo: Elkann Presidente, Tavares Ceo

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Il Lingotto a Torino (LaPresse)

Il destino di ben 14 marchi iper-famosi è una delle incognite nella prossima fusione Fca-Psa accordata dai due board e in “chiusura” nei prossimi 12 mesi: Fiat, Chrysler, Alfa Romeo, Abart, Ferrari, Lancia da una parte (per citare i più importanti), Peugeot, Citroen, Opel, Vauxhall dall’altra. Sfide tra manager, nuovi modelli di auto e impatto sul mercato automotive: il quarto gruppo al mondo che nascerà con la storica fusione italo-franco-americano (dietro solo a Volkswagen, Renault-Nissan e Toyota) dovrà curare per bene i dossier dei vari marchi onde perdere eccessivamente in alcuni settori strategici. Tra quelli maggiormente “ rischio”, spiega il Corriere della Sera Economia, sicuramente sono Lancia e Alfa Romeo quelle più indicate ad un “ridimensionamento” con il rilancio di Fca-Psa assieme: «il rischio concreto è che il marchio storico dell’automobilismo italiano (fondata nel 1906 a Torino da Vincenzo Lancia e un tempo protagonista assoluto del mondo dei rally) possa scomparire dalle strade», spiega il focus, per la concorrenza interna con la rivale Ds di modelli semi-lusso e con alta tecnologia. Giulietta, Giulia e Stelvio di Alfa Romeo invece sono prodotti di alta gamma che Peugeot non può contrastare, ma resta un dubbio: nel 2019 le stime sono deludenti: il marchio di Arese chiuderà l’anno sotto le centomila immatricolazioni e potrebbe essere ridiscusso notevolmente nel nuovo board integrato Elkann-Tavares.

LA LETTERA DI ELKANN AI DIPENDENTI DOPO L’ACCORDO FCA-PSA

«Nella vita di ogni grande azienda e delle sue persone, alcuni eventi sono immediatamente riconoscibili come pietre miliari destinate a entrare nella storia. Per Fca, l’accordo che abbiamo appena siglato con Groupe Psa è uno di questi», lo scrive John Elkann nuovo presidente del gruppo Fca-Psa in una lettera a tutti i dipendenti Fiat dopo l’inizio dell’accordo di fusione. La road map è già fissata e l’accordo tra Torino e Parigi sembra essere solido: «Siamo all’inizio di un percorso entusiasmante che sta reinventando l’automobile e i prossimi anni saranno cruciali per rimodellare il nostro settore attorno a tre pilastri: veicoli alimentati a energie alternative, guida autonoma e connettività». In merito al futuro di Mike Manley, messo in discussione dopo l’aprirsi di Fca a Peugeot, il n.1 di casa Agnelli certifica nella lettera ai dipendenti «Mi fa molto piacere che Carlos Tavares, che ha fatto un lavoro straordinario in Psa, sia il primo a ricoprire il ruolo di ceo del gruppo risultante dalla fusione. E Manley, che nell’ultimo anno ha guidato Fca con grande energia, impegno e successo, sarà al fianco di Tavares».

CLOSING FUSIONE IN 12-15 MESI

E’ giunto l’annuncio in merito alla fusione fra i gruppi Fca e Psa, in sostanza Fiat e Chrysler da una parte, e Peugeot, Citroen e Opel dall’altra. Così come previsto, i due colossi del settore automobile si sono fusi costituendo il quarto polo a livello mondiale in quanto a volumi di produzione, nonchè il terzo per fatturato. Si calcola che saranno venduti 8.7 milioni di veicoli all’anno, con ricavi pari a 170 miliardi di euro. John Elkann sarà il presidente del nuovo gruppo, mentre Carlos Tavares, l’attuale numero uno di Psa, ne diverrà invece il ceo. I membri del cda saranno invece undici, e Tavares sarà anche consigliere con un mandato iniziale di 5 anni. L’operazione si chiuderà definitivamente nel giro di 12/15 mesi, e prima del closing, come fa sapere l’Ansa, Fca distribuirà ai propri azionisti 5.5 miliardi di euro di dividendi. La nuova multinazionale avrà sede in Olanda e sarà quotata sulla borsa di Parigi (Eruonext), nonchè quella di Milano e al New York Stock Exchange. Come fanno sapere le due società, con questa sinergia si creerà “una robusta base per promuovere e stimolare ulteriormente l’innovazione e determinare lo sviluppo di competenze all’avanguardia nel campo dei veicoli alimentati a energie alternative, della mobilità sostenibile, e della guida autonoma e connessa”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

FCA-PSA: ARRIVA LA FUSIONE, ATTESO ANNUNCIO

È arrivato l’ok dal Consiglio di Sorveglianza di Psa al memorandum di accordo per la fusione con Fiat-Chrysler, riportano fonti vicino al dossier dalla Francia: per ora è un sonoro «no comment» da Psa a domanda precisa delle agenzia internazionali, ma la conferma dovrebbe arrivare solo dopo la riunione del Consiglio di Amministrazione di Fca che è scattato proprio in questi minuti dopo il via libera arrivato dalla Francia. L’esito del board di Fiat dovrebbe avere la medesima conclusione di Peugeot, dando così il via al quarto assett mondiale di automotive che è in rampa di lancio: la governance prevede cinque consiglieri a Fca e altrettanti a Psa, cui spetterà il ceo che sarà Carlo Tavares. Confermata la presidenza del nuovo gruppo italo-franco-americano all’attuale n.1 Fca, John Elkann: 8,7 mln di euro le auto immatricolate ogni anno, mentre le sinergie attese sono stimate in 3,7 mld. L’annuncio a questo punto dovrebbe avvenire domani definitivamente, con un funzionario del Ministero delle Finanze francese che all’Ansa conferma «Quello tra Groupe Psa e Fca è un accordo che ha senso allo scopo di costruire un campione su scala globale per affrontare le sfide della mobilità sostenibile».

A ORE LA FIRMA DEL MEMORANDUM FCA-PSA

Il penultimo passo è fatto, ora non resta che la firma del memorandum d’intesa tra Elkann e Famiglia Peugeot e la storica fusione Fca-Psa potrà divenire realtà effettiva: secondo i rumors che arrivano dalla Francia, dovrebbe essere già oggi il momento tanto atteso, con addirittura la Reuters che rilancia con un dispaccio di agenzia poco prima di mezzogiorno l’approvazione sostanziale del Memorandum d’Intesa relativo alla fusione Psa-Fiat Chrysler. Già ieri era arrivato il via libera dal Governo francese al piano che renderà Fca e Peugeot un polo automotive di caratura mondiale, mentre la holding delle rispettive famiglie – Exor, Etablissements Peugeot Freres (EPF) e FFP – confermavano l’interesse appieno per concludere positivamente la trattativa. Si attende l’annuncio ufficiale, non appena il protocollo per la fusione tra il gruppo francese e Fiat-Chrysler verrà approvato al consiglio di amministrazione della società francese. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera Economia, il memorandum al momento non contiene dettagli specifici su modelli, sinergie, fabbriche o produzione complessiva: di questo si parlerà dopo l’accordo e prima dunque della fusione a titolo definitivo.

FUSIONE FCA-PSA: LE ULTIME RICHIESTE

Come già riferito nelle scorse settimane all’uscire della notizia che sconvolge il mercato mondiale dell’auto, nascerà così il quarto costruttore al mondo con 8,7 milioni di vetture vendute: società paritetica tra Fca e Psa, sede in Olanda e quotazioni a Milano, Wall Street e Parigi. In termini di board, Carlos Tavares sarà l’amministratore delegato mentre John Elkann sarà il nuovo presidente. Dopo il fallimento della fusione con Renault pochi mesi dopo la morte di Sergio Marchionne, che avrebbe significato il primo costruttore al mondo di auto, Elkann non si è dato per vinto e ha condotto con regia quasi esclusiva la trattativa per l’altro importante gruppo francese esperto in elettrico e ibrido, i settori dove Fiat-Chrysler è maggiormente carente. Ricordando che il nuovo gruppo ingloberà anche Opel (che fa parte di Psa, ndr), mentre dalla Francia il via libera è stato indenne in Italia è Confindustria a rilanciare diverse richieste allo Stato: «Il confronto è stato avviato lo scorso 18 ottobre e vuole essere articolato d’ora in avanti su una serie di piani operativi, per incidere in modo concreto sulle policy. Il Mise ha molte urgenze da affrontare, ma visti gli ultimi sviluppi credo sia necessario dare concretezza al più presto anche a questo progetto», spiega il vicepresidente degli industriali, Giulio Pedrollo, che sempre all’Ansa poi specifica «È vero che l’orizzonte del piano è il 2030. Ma per raggiungere qualche obiettivo è necessario partire subito. Contiamo a questo punto su una convocazione a gennaio».

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