“Galimberti insulta figlia Meloni su La7 e tutti zitti”/ Farina: “è sputo in faccia”

- Niccolò Magnani

Umberto Galimberti insulta Giorgia Meloni a “In Onda” su La7, ma nessuno interviene: l’affondo di Renato Farina e il problema delle “bestialità”

Galimberti
Umberto Galimberti a "In Onda" (video La7)

«Quando dice ‘sono madre‘ mi verrebbe voglia di non essere mai suo figlio»: l’attacco senza remore del filosofo Umberto Galimberti contro la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni non è passato inosservato nel vasto mondo della polemica politica. Oltre alle consuete “tifoserie” che puntualmente si ripropongono su ogni vis polemica del nostro Paese – chi dà della fascista a prescindere alla Meloni, chi invece riempie di insulti il filosofo – l’editoriale di Renato Farina su “Libero” ci sembra cogliere il punto forse più interessante della assurda vicenda.

«Come se Giorgia fosse la mamma assassina dei piccolo Goebbeles? Stupore in sala», scrive l’ex parlamentare. In studio in effetti il conduttore di “In Onda” – il programma dove Galimberti ha esposto il suo “pensiero” contro la leader di destra – David Parenzo ha provato ad intervenire per dire qualcosa su quelle parole incendiarie, subito però frenato dall’altra conduttrice Concita De Gregorio. Subito la parola viene ridato al filosofo che aggiunge, «Non si dicono quelle cose lì, è ferocia».

MELONI, L’INSULTO E LA BESTIALITÀ

Il punto non è la “bestialità” detta da Galimberti – o meglio, non solo quella – il problema è che in studio nessuno si è posto neanche il minimo dubbio circa la violenza verbale di quanto affermato dall’ospite. Farina è esterrefatto, e non solo lui: «quello che ha detto Galimberti equivale a dire: una così non deve essere madre, disgraziato suo figlio o figlia, sarebbe meglio non esser nato. Invece, non succede nulla. Ci si inchina al gran maestro del pensiero unico, filosofo ufficiale di Repubblica, invitato in qualsiasi emporio di comunisti, cattolici, benpensanti e malpensanti». È il silenzio-assenso che colpisce, come uno «sputo in faccia e pure peggio» condanna Farina. In tempi di cancel culture, di progetti di legge contro le discriminazioni e i linguaggi di odio e violenza, una frase come quella detta da Galimberti se fosse stata rivolta contro un’altra leader di opposto “colore” politico avrebbe probabilmente scatenato l’autentico putiferio. Così non è avvenuto e, al di là delle “tifoserie”, ad accorgersi di quella “bestialità in tv” siamo rimasti molti pochi, quasi nessuno.



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