Gatto arrestato per favoreggiamento/ Stava introducendo dei cellulari in carcere

Un gatto è stato arrestato dalla polizia per favoreggiamento, per aver tentato di introdurre due cellulari in carcere

gatto 2019 pixabay
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Curiosa notizia ci giunge dal Costa Rica, dove un gatto è stato… arrestato. Già, proprio così perché i delinquenti delle prigioni locali si affidano agli animali per introdurre illecitamente dietro le sbarre cose che normalmente non potrebbero passare. In particolare il gatto in questione è stato fermato con addosso uno smartphone, che avrebbe permesso al carcerato che lo riceveva, di tenersi in contatto con l’esterno, forse per dirigere qualche azione illegale nonostante fosse rinchiuso in carcere. La curiosa vicenda è raccontata dai colleghi dell’edizione online del Corriere della Sera, e vede come scenario l’istituto penitenziario La Reforma, sito a San Rafael de Alajuela, non troppo lontano dalla capitale San Josè. Il povero micetto, che le forze dell’ordine stavano cercando da tempo, è stato colto in flagranza, visto che quando l’hanno fermato gli agenti, aveva addosso un piccolo marsupio speciale, legatogli sul dorso, con all’interno due telefoni cellulari, un caricabatteria e una smart card.

GATTO ARRESTATO PER FAVOREGGIAMENTO

«È stato molto difficile per noi – le parole rilasciate in un’intervista ai microfoni dell’agenzia AFP, da parte di Pablo Bertozzi, il direttore della sicurezza carceraria del La Reforma – perché era scivolato nelle fogne. Quindi ci è voluto molto tempo». Un’operazione che è durata ben cinque ore, visto che non è stato semplice per le forze dell’ordine introdursi negli anfratti dove si era nascosto il gatto. Ovviamente lo stesso animale non ha alcuna colpa, visto che sono i malviventi ad organizzarsi con quello che trovano per introdurre materiale vietato. Le autorità costaricane stanno infatti combattendo da tempo con questa piaga, tenendo conto del fatto che sempre più spesso e volentieri i carcerati vengono trovati in possesso di telefoni cellulari. Non è comunque la prima volta che una notizia di questo genere sale alla ribalta delle cronache, visto che nel 2015, sempre presso lo stesso istituto carcerario di San Rafael de Alajuela, era stato intercettato un piccione che stava atterrando nella struttura: il povero volatile era stato trovato con della droga legata alle zampe.



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