Gender gap, piano Bonetti in Cdm/ Pari opportunità PNRR: donne Cda e salari più alti

- Niccolò Magnani

Il piano Bonetti sulla parità di genere oggi in CdM: 5 settori per ridurre il gender gap entro il 2026 grazie ai progetti del PNRR

Bonetti
Elena Bonetti, Ministro Famiglie e Pari Opportunità (LaPresse, 2021)

La parità di genere è uno degli obiettivi fissati da tempo nell’agenda futura di Onu e Ue, ma con il PNRR anche l’Italia ha deciso di dare una “sterzata” forte sul Gender Gap, facendo entrare il nostro Paese nella “top ten” europea per le opportunità delle donne. L’obiettivo di spesa è di circa 7 miliardi da investire, con la Ministra Elena Bonetti che oggi porterà in Consiglio dei Ministri il documento inserito nel Recovery Plan. «Sappiamo che per avere una vera parità di genere ci occorre un cambiamento sociale profondo. Tuttavia, sappiamo anche di essere già nel mezzo di questo cambiamento che abbiamo voluto, scelto, iniziato», si legge nella premessa del piano siglato dalla Ministra della Famiglia e delle Pari Opportunità (anticipata dal “Messaggero”).

Si tratta di un maxi piano che tenga assieme tutti i capitoli sul gender gap presenti nel PNRR e che fissa da oggi fino al 2026 il cronoprogramma degli interventi: guadagnare 5 punti nella classifica Gender Equality Index dell’EIGE (ovvero l’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere) è il primo vero obiettivo del piano Bonetti, in modo da entrare poi nei primi 10 in Europa entro i prossimi 10 anni. Al momento l’Italia è 14esima, troppo lontano dai vertici del Nord Ue (Svezia, Danimarca ma anche Francia)

GENDER GAP, IL PIANO BONETTI IN 5 SETTORI

Sono in tutto 5 i settori individuati dalla Ministra Bonetti nel piano da presentare oggi in CdM a margine della discussione sul Green Pass:

1- Lavoro: la pandemia ha peggiorato e non poco la situazione delle donne, ma entro il 2026 l’Italia ha posto l’obiettivo di un tasso di occupazione femminile da migliorare per almeno 4 punti percentuali. Meno del 24% nel tasso di occupazione tra donne e uomini, almeno il 30% sul totale delle imprese attive (oggi siamo al 22%). Strumenti da utilizzare: incentivi assunzioni femminili, credito agevolato, quota specifica di donne negli organici

2- Reddito: ridurre il gender pay gap nel settore privato dal 17% attuale almeno al 10%; ridurlo anche per le laureate giovani, dal 22% al di sotto del 15%

3- Competenze: il piano punta ad aumentare percentuale studentesse che si iscrivono alle discipline Stem (matematico-tecnico-scientifiche), dal 27% attuale al 35% stimato. Idem per le competenze digitali e anche sul settore professori, passando dal 25% attuale al 40% nel 2026.

4- Assistenza-famiglie: il piano individua e promuove maggiore partecipazione degli uomini nella cura e assistenza dei familiari e della casa

5- Potere: più donne nelle posizioni di vertice, nei Cda delle aziende quotate con superamento del target del 45%, ma anche enti pubblici, autorità dipendenti, organi garanzia e magistratura.



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