Germania, più tasse per ristoranti/ Prezzi alti e tagli a posti di lavoro: previsti fino a 30 mila fallimenti

- Chiara Ferrara

In Germania più tasse per i ristoranti dal 1° gennaio: prezzi dei menu diventeranno alti e tagli ai posti di lavoro, previsti molti fallimenti

ristorante castagni vigevano web1280 640x300 Interno del Ristorante "I castagni" (foto dal web)

In Germania il Governo aumenterà dal prossimo anno le tasse per i ristoranti. Le agevolazioni in vigore dalla pandemia di Covid-19, infatti, verranno interrotte. L’IVA dall’aliquota del 7% bloccata dal 2020 passerà al 19% a gennaio. Le conseguenze come riportato dal Financial Times saranno piuttosto rilevanti, con fino a 30 mila locali che rischiano il fallimento. I gestori saranno infatti costretti ad alzare i prezzi dei menu e a licenziare parte dei propri dipendenti. 

Le stime rivelano che due terzi dei tedeschi mangiano fuori almeno una volta al mese. Il settore della ristorazione rappresenta una parte significativa dell’economia del Paese, con circa 130.000 aziende che impiegano 1,3 milioni di lavoratori a tempo pieno e part-time, generando circa 50 miliardi di euro di reddito annuo. L’assist teso a queste realtà durante la pandemia di Covid, tuttavia, sembrerebbe essere costato un buco nelle casse dello Stato pari a 60 miliardi di euro. È per questo motivo che il Governo ha deciso di dire stop ai sussidi, con tagli da 17 miliardi di euro alla spesa.

Germania, più tasse per ristoranti: conseguenze saranno pesanti per il settore

I ristoranti in pericolo a causa dell’aumento delle tasse in Germania sono dunque numerosi. “Tra il 70 e l’80% dei locali tedeschi sono piccole imprese gestite da una famiglia o da un imprenditore e questo provvedimento spingerà molti a chiudere gli affari. Il settore cambierà molto, diventando più simile a quello degli Stati Uniti, dove le grandi catene rappresentano l’80% delle realtà”, avverte un proprietario. Nessun ristorante, neanche quelli degli alberghi, secondo le stime, compensare questo aumento dell’IVA con il proprio reddito, per cui l’incremento dei prezzi sarà inevitabile. Gli unici a potere rientrare nei costi sono i fast food.

“I prezzi sono già aumentati in modo massiccio (23,4%) dopo la revoca dei blocchi anti-Covid. Adesso ci sarà un ulteriore incremento del 4-5%, considerando che l’IVA non incide sulle bevande”, prevede l’esperto Friedrich Heinemann. “La concorrenza limiterà comunque l’entità dell’aumento dei prezzi”. In molti però potrebbero fallire, con una progressiva desolazione dei centri urbani e delle aree rurali.





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