Giacomo Bozzoli è stato arrestato: era nella sua villa a Soiano del Garda/ Ecco come è stato catturato

- Chiara Ferrara

Giacomo Bozzoli è stato arrestato: la sua latitanza si è conclusa dopo 11 giorni nella sua villa a Soiano del Garda, dove si era nascosto

Mario Bozzoli e il nipote Giacomo (Foto: Chi l'ha visto?) Mario Bozzoli e il nipote Giacomo (Foto: Chi l'ha visto?)

Giacomo Bozzoli arrestato: ecco come è stato ritrovato

Giacomo Bozzoli, il trentanovenne che si era dato alla fuga dopo avere ricevuto una condanna all’ergastolo in via definitiva per l’omicidio e la distruzione del cadavere dello zio Mario, è stato arrestato. La sua latitanza, come ricostruito dal Corriere della Sera, si è conclusa nella villa di famiglia a Soiano del Garda, dove si era rifugiato in queste ore e dove è stato trovato dai Carabinieri nel pomeriggio. Era da undici giorni che non si avevano sue notizie, ovvero da quando era stata emessa la sentenza. In aula non si era presentato e la sera non si era costituito, così era iniziata la caccia all’uomo. 

Giacomo Bozzoli,  insieme alla compagna e il figlio, era stato nei giorni precedenti in vacanza nel Sud della Spagna, come ripreso anche dai video delle telecamere di sorveglianza dell’albergo che li aveva ospitati, poi la donna e il bambino erano rientrati in Italia, ma senza di lui. Non è chiaro se i familiari lo abbiano aiutato o meno a nascondersi in questi giorni, sebbene abbiano sempre negato di sapere dove fosse. Poi l’avvistamento a Desenzano e infine la cattura e l’arresto a Soiano, nella sua villa.

La condanna all’ergastolo di Giacomo Bozzoli per l’omicidio dello zio Mario

Adesso che Giacomo Bozzoli è stato arrestato dovrà scontare una condanna all’ergastolo per l’omicidio dello zio Mario: i fatti risalgono all’8 ottobre del 2015, quando l’imprenditore scomparve nel nulla dalla fonderia di famiglia di Marcheno. Aveva chiamato la moglie per avvertirla che si sarebbero visti in un ristorante sul Garda, ma lì non arrivò mai, in quanto venne ucciso e gettato nel forno proprio dal nipote. L’assassinio, secondo quanto emerso durante il processo, fu premeditato, anche se Giacomo Bozzoli si è sempre dichiarato innocente.

A occuparsi materialmente della distruzione del cadavere sarebbe stato un operaio, Giuseppe Ghirardini, il quale sei giorni dopo la scomparsa di Mario scomparve e poco dopo venne ritrovato morto. Le indagini hanno evidenziato che si è suicidato con una capsula di cianuro, non è chiaro se istigato da qualcuno o per altri motivi. 





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