Gianna Maria-Onore figlia Kobe Bryant/ Ai fan del papà diceva: “Sarò la sua erede”

- Silvana Palazzo

Gianna Maria-Onore, figlia di Kobe Bryant morta a 13 anni col padre nell’incidente in elicottero. Il suo sogno da grande? Ripercorrere la carriera del papà

Famiglia Bryant
Kobe Bryant e famiglia: la moglie Vanessa, le figlie Nathalie e Gianna Maria-Onore (LaPresse, 2020)

Gianna Maria-Onore, figlia di Kobe Bryant. Purtroppo, c’era anche lei a bordo dell’elicottero schiantatosi nella giornata di ieri (erano le 19 in Italia) sulle alture a nord della città di Los Angeles. L’ex asso dei Lakers aveva intravisto nell’erede un grande potenziale in termini sportivi e stava cercando di assecondare il suo desiderio di intraprendere la carriera cestistica. Per inciso, la 13enne era una grandissima sostenitrice della squadra dell’Università del Connecticut, di cui, fra qualche anno, sognava di difendere i colori e indossare la casacca. “Se un giorno diventerà una professione non lo so – aveva raccontato in un’intervista la ragazzina –, ma non voglio che la gente pensi che giochi solo perché mi chiamo Bryant di cognome. Devo tuttavia ammettere che, quando mi dicono che un po’ somiglio a mio papà, mi sento molto orgogliosa. Non solo: quando gli appassionati della palla a spicchi si avvicinavano a Kobe Bryant per dirgli di mettere al mondo un figlio maschio, affinché potesse raccogliere la sua eredità nell’universo della pallacanestro, Gianna Maria-Onore replicava prontamente: “Tranquilli, ci penso io”. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

GIANNA MARIA-ONORE FIGLIA KOBE BRYANT: MORTA A 13 ANNI

Si allenava ogni giorno con il papà Kobe nella palestra di casa la piccola Gianna Maria-Onore, morta a 13 anni mentre si trovava a bordo dell’elicottero che si è schiantato contro una collinetta ad una manciata di chilometri da Los Angeles. GiGi era a tutti gli effetti un talento del basket. Tanti i video che in queste ore girano e che immortalano la piccola mentre con una finta del mestiere manda lungo il padre compiaciuto prima di fare canestro dalla media distanza. Un altro ancora, la immortala sulle tribune dello Staples Centre mentre ascolta le indicazioni tecniche di papà per poi scoppiare a ridere. La 13enne era una canottiera delle Los Angeles Ladies con il sogno di giocare da grande con U-Conn per rinverdire i fasti del padre. Il suo era un nome italiano, esattamente come le tre sorelle, dalla maggiore Natalia Diamante a Bianka Bella, terzogenita, fino alla piccola di casa, Capri, nata solo pochi mesi fa e sinonimo del forte legame di Kobe all’Italia. “Ho voluto che le mie figlie imparassero l’italiano, perché quelle sono le nostre radici”, aveva detto il padre. E proprio papà Kobe, nel 2018 ai microfoni di The Courant aveva confessato la passione della figlia per l‘università del Conecticut: “Segue le partite, come giocano, e impara, non solo dalle vittorie, ma anche dalle dure sconfitte. Segue anche le loro interviste. È fantastico, come genitore, poter vedere mia figlia trarre ispirazione da loro”, aveva detto. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

KOBE BRYANT MORTO: ULTIME NOTIZIE E AGGIORNAMENTI – NON COINVOLTA MOGLIE VANESSA LAINE

ULTIMA PARTITA VISTA INSIEME

Gianna Maria-Onore Bryant, secondogenita di Kobe Bryant e Vanessa Laine, è tragicamente morta nell’incidente aereo che ha coinvolto anche il padre. Impossibile ogni tentativo di salvataggio dal momento che il velivolo ha preso fuoco senza lasciare scampo ai presenti a bordo. Ad unire ancora di più la 13enne – chiamata ‘GiGi’ – al padre, era proprio la passione per la pallacanestro. Tra le quattro figlie era l’unica a coltivare in modo così intenso il sogno di una possibile carriera da professionista. La giovane era giocatrice delle Los Angeles Lady Mamba, squadra femminile di pallacanestro. Spesso presente alle partite del padre, si era fatta notare soprattutto per le sessioni di tiro prima e dopo ogni partita, accompagnata proprio da Kobe, come emerso da molti video che in queste ore stanno circolando sui social. Di recente padre e figlia avevano assistito alla gara dei Los Angeles Lakers, storica squadra di Kobe. La partita era andata in scena allo Staples Center e probabilmente quella era stata anche l’ultima che li ha visti spettatori insieme. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

ANCHE LEI COINVOLTA NELL’INCIDENTE AEREO

Gianna Maria-Onore Bryant è morta col padre Kobe nell’incidente in elicottero di questa mattina a Calabasas, in California. Lo annuncia il sito americano TMZ, che ha dato per primo la notizia del tragico disastro aereo avvenuto oggi. A bordo l’ex stella del basket Nba e altre tre persone, tra cui appunto la figlia 13enne che stava seguendo le orme del padre ed era considerata una promettente cestista. Il gruppo, secondo le prime informazioni, era diretto verso la Mamba Academy di Thousand Oaks: qui Gigi, come è anche chiamata la figlia di Kobe Bryant, doveva allenarsi. I due condividevano la passione per il basket: Usa Today ha recentemente raccontato che dopo il suo ritiro Kobe guardava raramente le partite dell’Nba, ma la figlia Gianna Maria-Onore ha cambiato le cose. E infatti il padre aveva seguito la Nba League Pass quasi tutte le sere. Inoltre, recentemente aveva portato la figlia a vedere i Lakers di persona.

GIANNA MARIA-ONORE, FIGLIA KOBE BRYANT MORTA A 13 ANNI

Gianna Maria-Onore Bryant è la seconda delle quattro figlie che Kobe Bryant ha avuto con la moglie Vanessa Laine. La primogenita è Natalia, che ha compiuto 17 anni la settimana scorsa. Gigi, come era chiamata la secondogenita, invece ne aveva 13. Nata nel 2006, ha dimostrato sin da subito di avere la stessa passione del padre. Anche se aveva solo 13 anni, aveva già messo in mostra mosse alla Mamba, come era chiamato suo padre. Lo stesso Kobe aveva dichiarato che sua figlia era decisa a giocare a basket al college: parlava dell’Università del Connecticut, storica potenza del basket femminile. Nell’aprile del 2018, ad esempio, Kobe parlò ai microfoni di The Courant dell’ossessione della figlia per la UConn: «Segue le partite, come giocano, e impara, non solo dalle vittorie, ma anche dalle dure sconfitte. Segue anche le loro interviste. È fantastico, come genitore, poter vedere mia figlia trarre ispirazione da loro». Portare la figlia a vedere le partite di basket gli aveva permesso di apprezzare il basket sotto una nuova luce, quella che ora rappresentando loro.

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