Gianni Morandi/ “Per ora mi diverto, poi chissà, in tv si rischia di essere patetici”

- Davide Giancristofaro Alberti

Gianni Morandi ha rilasciato una bella intervista ai microfoni del quotidiano La Stampa: l’Eterno Ragazzo si racconta fra passato, presente e futuro

gianni morandi
Gianni Morandi (LaPresse)

Ha compiuto da poco i 75 anni l’eterno ragazzo Gianni Morandi. Ma il cantante bolognese sa benissimo di non essere realmente eterno, e con l’età che avanza qualche domandina inizia a farsela: “Ormai ho più di sessant’anni di carriera – spiega ai microfoni de La Stampa – ho cominciato che avevo 13 anni… uno ci pensa: ma quando posso andare avanti ancora? Per ora mi diverto – spiega il cantautore emiliano – aggiungiamo date su date e la gente continua a venire a teatro, ma durante un concerto, quando ad un certo punto faccio un acuto alla Al Bano, lo dico sempre al pubblico scherzando ‘Stasera ce l’ho fatta, non so se ci riesco di nuovo’”. Gianni Morandi ricorda l’esordio al teatro Duse nel 1964, lo stesso dove si sta esibendo in queste settimane: “Era la prima volta che cantavo in un teatro della mia città, mi tremavano le gambe. Mio padre non venne a vedermi, mi diceva che il cantante non era un vero mestiere ed era in bilico fra il farmi lavorare con lui (faceva il ciabattino ndr) o farmi cantare”.

GIANNI MORANDI: “I TALENTI SONO UN’ARMA A DOPPIO TAGLIO”

Gianni Morandi svela quindi la canzone che segnò la svolta definitiva della sua carriera: “Fatti mandare dalla mamma, poi “In ginocchio da te” vendette milioni di dischi”. E pensare che il grande Gianni ha “rischiato” di diventare un pugile professionista: “Il mio manager dei primissimi tempi, Paolo Lionetti, era anche un arbitro internazionale di pugilato: fu lui a propormelo. Allora ho fatto un paio di allenamenti, presi un paio di pugni sul naso e gli ho detto che preferivo cantare”. Il mondo della musica è completamente mutato dagli esordi di Morandi, ed oggi ci sono i tanto amati quanto odiati talent: “Ti danno subito una grande luce poi bisogna vedere se ce la fai dopo sei mesi. Un tempo invece era più graduale – ricorda il cantante – un artista veniva accompagnato, mentre oggi se sbagli un colpo è difficile ti diano altre chance”. Sono cambiati i tempi ma l’emozione per il palcoscenico è comunque rimasta intatta: “Ti dà un’emozione sempre grande, è quel brivido che ti prende ogni sera due minuti prima di salire sul palco, è quel ‘chissà come andrà stasera’, ma se diventa routine non è più divertente: io odio la routine per questo amo cambiare ogni volta qualcosa nel mio spettacolo”.

“MI RIVEDRETE IN TV, NON HO VOGLIA DI TORNARE…”

La musica, i film ma anche la tv, tre costanti della vita dell’Eterno ragazzo. Ma a proposito del piccolo schermo Gianni spiega: “Mi rivedrete in tv? Non ho una gran voglia di tornare, a parte la terza serie de “L’isola di Pietro” in cui faccio il medico. Mi diverto molto di più a cantare davanti a un pubblico vero a teatro, c’è una verità maggiore”. Per Morandi c’è il rischio di divenire ripetitivi a lungo andare: “A meno che non trovi un’idea televisiva veramente diversa, rischi di ripetere le cose che hai già fatto o magari, apparendo in certi programmi dove ti invitano, di diventare patetico. La scena – aggiunge – per noi è talmente una droga che a volte si rischia proprio questo, di essere patetici”. Molto meglio il teatro quindi: “Allora fai uno spettacolo – conclude – metti il biglietto, e la gente viene a vederti a teatro”.



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