Gigi Buffon/ Futuro ancora in campo: “Finché sto bene non mi ritiro”

- Mauro Mantegazza

Gigi Buffon immagina un futuro ancora in campo: “Finché sto bene non mi ritiro” è la promessa del portiere della Juventus al ‘Gigi bambino’

Buffon Juventus saluto
Gigi Buffon (Foto LaPresse)

Gigi Buffon è in quarantena come tutta la Juventus, a causa della positività al Coronavirus di Daniele Rugani, alla quale ieri si è aggiunta quella di Blaise Matuidi. Giorni dunque non facili, ma c’è spazio per parlare e raccontarsi, come il portiere bianconero ha fatto oggi nel corso della trasmissione “A casa con la Juve” del canale tematico Jtv, che si collega dalle case in cui i giocatori della Juventus stanno trascorrendo la quarantena. Oggi tra gli ospiti c’era pure il cantante Bugo, tifoso bianconero, ma è stato naturalmente Buffon a catalizzare l’attenzione. In copertina vanno le dichiarazioni del portiere sul suo futuro: “Non sto smettendo perché mi sento ancora bene ma anche per rispetto dei sogni del Gigi bimbo, che mai avrebbe immaginato di arrivare fin qui”. Buffon dunque non ha intenzione di ritirarsi e lo dice con sincerità, la stessa che mostra quando racconta la sua infanzia con traiettorie curiose quanto al tifo calcistico: “Il mio excursus da tifoso è singolare. Da bimbo andavo a Udine dai miei zii, che erano juventini. Trapattoni è diventato il mio idolo e quando è andato all’Inter ho tentennato, simpatizzavo anche per loro. A 12 anni però sono diventato tifoso del Genoa”. La simpatia per il Grifone è nota da sempre, ora però conosciamo un po’ meglio anche il Gigi bambino che spinge il Buffon di oggi a continuare a giocare.

GIGI BUFFON SI RACCONTA A TUTTO CAMPO: LA JUVENTUS, IL FUTURO E…

Non si può però scappare dall’attualità, Gigi Buffon ha parlato così della quarantena causata dal Coronavirus: “Per chi vive in città in un appartamento è complicato, ma bisogna avere rispetto per gli altri e seguire le indicazioni che ci vengono date. Tutto questo ci unirà ancora di più. Siamo abituati a non pensare e a bruciare tempo, possiamo uscirne tutti cresciuti”. Buffon ha fatto anche autocritica per l’abbraccio con Dybala dopo la rete del 2-0 sull’Inter: “In quel momento c’era troppa adrenalina, ti lasci prendere dall’euforia e non riesci a pensare ai rischi, magari esponendoti al contagio. Nei momenti di difficoltà io prospero, perché il mio grado di incoscienza mi aiuta. Non sto male, dopo i primi due-tre giorni in cui ho dovuto prendere le misure con moglie e figli, ho trovato i miei spazi e ci sto bene”. Ecco allora alcuni aneddoti sulla vita casalinga di Gigi Buffon: “Mi diletto ai fornelli e me la cavo: quando c’è l’esigenza so spadellare. La mia ricetta è penne al sugo e tonno: la perfeziono da 25 anni. Ho rivisto ‘Le ali della Libertà’ e sto rileggendo ‘Intervista con il potere’, poi guardo ‘Peppa Pig’ con mio figlio”. Infine, Gigi parla anche del suo passaggio al PSG e del ritorno alla Juventus: “Tornare è stato naturale. Ho fatto un anno bellissimo a Parigi e probabilmente mi ci voleva anche per disintossicarmi, ma ho sempre tenuto i contatti con il mondo bianconero. Le manone di Szczesny mi rassicurano tanto, vorrei tante cose di Chiellini e il destro di Bonucci. Ho fatto una vita da Superman e non mi sono trovato male, non mi metterei nei panni di un altro”.







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