Gimbe: “Terza ondata Covid in arrivo”/ Allarme vaccini: “30% resta in frigo”

- Carmine Massimo Balsamo

Il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe: “‘Non strategia’ favorisce la corsa del virus, rendendo necessarie chiusure più estese e prolungate”

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Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe (Foto: LaPresse)

La Fondazione Gimbe lancia l’allarme: la terza ondata di Covid è in arrivo. Nel monitoraggio settimanale è stato messo in risalto l’aumento del 33% di casi positivi, nonché il rialzo dei numeri sul fronte di ospedali e terapie intensive. Riflettori accesi sull’influenza delle varianti e l’istituto guidato da Nino Cartabellotta punta il dito contro le autorità: si sta temporeggiando inutilmente nell’istituzione di zone rosse locali.

La Fondazione Gimbe ha rimarcato che è la seconda settimana di fila in cui si registra un incremento di contagiati: entrando nel dettaglio, il rialzo è stato annotato in 16 Regioni e nella P.A. di Trento. Per quanto riguarda il fronte ospedaliero, cinque Regioni superano la soglia del 40% in area medica e nove Regioni superano la soglia del 30% delle terapie intensive.

GIMBE: “30% DOSI ANCORA INUTILIZZATE”

Per quanto riguarda la diffusione delle varianti Covid, Gimbe ha sottolineato: «Nonostante l’allerta lanciata dalla Fondazione GIMBE già da due settimane gli amministratori locali continuano a ritardare le chiusure se non davanti a un rilevante incremento dei nuovi casi, quando è ormai troppo tardi. Infatti, in presenza di varianti più contagiose, questa “non strategia” favorisce la corsa del virus, rendendo necessarie chiusure più estese e prolungate». Altro dossier da monitorare è quello legato ai vaccini, considerando il rallentamento sul fronte delle somministrazioni con il 30% di dosi ancora inutilizzate. Questo il monito di Cartabellotta, presidente di Gimbe: «La Fondazione GIMBE già da settimane segnala le spie rosse di un’aumentata circolazione del virus, la cui forte accelerazione sta di fatto avviando la terza ondata. Ma i tempi di politica e burocrazia sono sempre troppo lunghe le zone rosse locali arrivano quando la situazione ormai è sfuggita di mano».



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