Giuseppe Pio, in coma dopo pugno 13enne/ “Persone disumane, bullismo è un reato”

- Davide Giancristofaro Alberti

Giuseppe Pio, in coma per un mese dopo aver ricevuto un pugno da un ragazzino, oggi in studio a Storie Italiane, in diretta su Rai Uno

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Giuseppe Pio a Storie Italiane

Si torna a parlare del caso di Giuseppe Pio, il giovane finito in coma durante l’autunno scorso a Lanciano, perchè colpito da un pugno sferratogli da un ragazzino senza alcun motivo, negli studi di Storie Italiane, in diretta su Rai Uno. “I nostri figli non devono essere dei numeri, bisogna fare qualcosa per questi bulli, per queste persone che vanno in giro liberi alla luce del sole – racconta la mamma negli studi di Storie Italiane – ha volte si chiude in se stesso, ha le sue paure, si chiede come andrà avanti, il suo futuro, se avrà un’altra ragazza…”.

Giuseppe Pio, dopo essere stato picchiato e finire in coma per un mese, ha perso il lavoro in quanto il suo datore l’ha considerato poco affidabile: “Non è possibile che minorenni facciano del male al prossimo, bisogna andare avanti, essere sempre se stessi, e non essere impauriti da queste cose. Bisogna andare avanti, non bisogna archiviare una storia del genere”, riferendosi al caso di Michele Ruffino, precedentemente trattato da Storie Italiane. “Io oggi rappresento tutte quelle persone che oggi non ci sono più, vorrei dare una speranza, aiutare il prossimo, come l’ho passato io non voglio che ricapiti”.

GIUSEPPE PIO: “I BULLI NON SONO DEI GRANDI, PIU’ PICCOLI DI UN TAPPO DI SUGHERO”

Quindi Giuseppe Pio ha aggiunto: “I bulli non sono dei grandi, non bisogna dire che hanno più forza e potere degli altri, siamo tutti uguali, e discriminare una persona è inumano. Bullizzare una persona e rendergli la vita impossibile non è un fatto a tuo favore, non sei bello dentro ne fuori. Distrugge le famiglie e anche chi lo supera poi ha paura a relazionarsi a uscire di casa. Io non ho parole per descriverlo, ho perso tutto, la fiducia in me stesso, non siete grandi, siete più piccoli di un tappo di sughero. Secondo me il bullismo dovrebbe essere considerato come un vero e proprio reato”. Giuseppe Pio ha confessato: “Il 13enne che mi ha colpito si è fatto un mesetto scarso di servizi sociali, è a spasso. Io son dovuto stare mesi senza famiglia e senza telefono, e questa persona si difende dicendo che si sentiva minacciato al punto che mi ha sferrato un pugno da dietro, mi ha colpito alle spalle”.



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