ILVA/ Se la magistratura decide per la svolta green già annunciata dalla politica

- Giuseppe Sabella

La decisione del Tribunale del Riesame di Taranto sull’Afo2 è importante e cruciale per il destino dell’ex Ilva

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Impianti Ilva di Taranto (LaPresse)

Lunedì 30 dicembre il Tribunale del Riesame di Taranto deciderà se confermare o rivedere la decisione del giudice Francesco Maccagnano che – com’è noto – non avendo concesso ulteriore proroga per i lavori di messa in sicurezza dell’altoforno 2, ne ha di fatto ordinato lo spegnimento.

La chiusura di afo2 – a cui nel tempo potrebbero seguire quella di afo1 e afo4 che versano più o meno nelle medesime condizioni – sarebbe un punto di non ritorno perché avrebbe un impatto decisivo sul futuro industriale di Taranto: da una parte, comporterebbe una diminuzione della produzione di circa 1 milione di tonnellate anno e un numero di esuberi vicino alle 3.000 unità; dall’altra, avvierebbe in modo perentorio – pena la sua morte – quella che più volte Conte e Patuanelli hanno chiamato la “progressiva decarbonizzazione del sito”.

Non a caso, il preaccordo raggiunto da ArcelorMittal e Ilva in amministrazione straordinaria – col quale le parti hanno ottenuto l’aggiornamento al 7 febbraio dell’udienza al Tribunale di Milano – che qualcuno ha definito una “tregua”, è tale in ragione del fatto che con la decisione del Riesame si capirà su quali condizioni può proseguire a gennaio la trattativa.

Il Governo ha in mente un piano quinquennale in cui una società pubblica si occuperà della sostituzione delle fonti energetiche che alimentano gli altiforni attraverso la tecnologia DRI (o preridotto), un rifacimento degli stessi integrandoli con uno o più forni a conduzione elettrica e il proseguo delle bonifiche ambientali. L’obiettivo finale è di innovare la produzione e di portarla ai livelli previsti un anno fa, in modo anche da ridurre al minimo eventuali esuberi.

Quanti altiforni e quanti forni elettrici dipenderà anche dalla magistratura. A ogni modo, la lavorazione dell’acciaio col gas (idrogeno e monossido di carbonio) è l’avvio della fase green di Taranto. Si parla di un investimento da 3 miliardi di euro e di una partecipazione pubblica di almeno il 30%: su queste basi il Governo sta trattando con ArcelorMittal.

La svolta green già annunciata dalla politica sarà resa ufficiale dal Riesame? Vedremo quali saranno le decisioni finali che riguarderanno afo2, se andrà verso lo spegnimento definitivo o se, anch’esso, potrà rientrare nel piano del Governo.

Tuttavia, da questa sentenza, si capirà su quali basi edificare il futuro della ex Ilva.

Twitter: @sabella_thinkin

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