LA STORIA/ Quel “briciolo di follia” che mantiene 40 imprese e 600 dipendenti

- int. Franco Paterno

X Lam Dolomiti è un’azienda specializzata nella produzione di pannelli a strati incrociati. Come racconta FRANCO PATERNO, è nata in febbraio e ha da poco ricevuto la certificazione CE

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La sede di X Lam Dolomiti in Trentino

X Lam Dolomiti è un’azienda specializzata nella produzione di pannelli a strati incrociati, detti appunti X Lam, per la realizzazione di case ed edifici in legno. Nata nel febbraio scorso dal Gruppo Paterno, di proprietà dei tre fratelli Franco, Domiziano e Sergio, ha da poco ricevuto la certificazione CE. Ilsussidiario.net ha intervistato Franco Paterno, responsabile marketing del gruppo.

Paterno, da quanto tempo esiste e di che cosa si occupa il vostro gruppo?

Il Gruppo Paterno è formato da 40 ragioni sociali e vi lavorano 600 dipendenti, siamo nati in Trentino nell’ambito della distribuzione del fai-da-te (Eurobrico) e nell’arco di 15 anni abbiamo sviluppato altri business legati all’aspetto immobiliare, iniziative e villaggi turistici, a impianti di risalita (Funivie Lagorai). Una delle nostre aziende, NewStone, realizza inoltre pannelli in pietra ricostruita.

Come è nata l’idea di fondare X Lam Dolomiti?

E’ nata dal fatto che abbiamo acquistato l’ex stabilimento delle Ceramiche Valverde, (area di 70.000 mq) a Castelnuovo, seguendo le linee guida della Provincia di Trento, sul progetto filiera legno. Due anni fa abbiamo deciso quindi di sviluppare la produzione dei pannelli X-Lam per la costruzione delle case. Abbiamo ordinato le macchine e ottenuto le varie certificazioni, finché lo scorso febbraio X Lam Dolomiti è entrata nella fase operativa producendo pannelli per il mercato nazionale ed estero. In questa fase stiamo mettendo in piedi una rete vendita e stiamo cercando di farci conoscere sul mercato, proponendo servizio e prodotto made in Italy.

Quanto è sviluppato oggi il settore dell’X Lam?

Nell’ambito del comparto dell’edilizia, il settore legno oggi sta soffrendo meno e ha sicuramente più chance rispetto ai materiali tradizionali. Grazie all’aiuto di FederlegnoArredo, dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa) del Consiglio Nazionale delle Ricerche e della Provincia di Trento, si sta diffondendo la cultura del costruire in legno e quindi nell’attuale periodo ci sono più richieste che in passato. I terremoti all’Aquila e in Emilia hanno sviluppato una sensibilità notevole nei confronti degli edifici in legno, per una serie di aspetti tecnici come la resistenza antisismica e di qualità positive nell’ambito dell’ecologia e del prodotto.

Quali sono le principali difficoltà che incontra chi fonda una nuova impresa come X Lam Dolomiti?

Oggi in Italia non c’è nulla che incentivi la produzione o la creazione di una nuova azienda. Il nostro Paese richiede una tassazione sulle imprese del 76%, e poi non garantisce nemmeno i servizi minimi. Basta un confronto con gli altri paesi per rendersi conto che non siamo messi nelle condizioni di competere sullo stesso piano per quanto riguarda strutture, servizi ed efficienza dello Stato. La nostra burocrazia ammazza le imprese, e quindi chi ha il coraggio di fondare una nuova azienda deve anche avere un briciolo di follia. Chi governa il Paese dovrebbe fare di tutto per venire incontro a chi si assume questo rischio.

 

Quali passi concreti andrebbero compiuti?

 

In particolare, occorrerebbe muoversi per quanto riguarda l’incasso dei crediti. Se oggi un’azienda attende dei soldi dal suo cliente, può dire con certezza che non li riceverà mai. Ciò vale sia per la normativa vigente, sia per quelli che sono i tempi della giustizia. Se un debitore decide di non pagare quanto dovuto, non esiste nessuno strumento per difendersi. Si rischia quindi che alla fine dell’anno un’impresa abbia lavorato, fatto crescere l’economia, creato posti di lavoro, e al momento della preparazione del bilancio sia completamente in rosso, perché i clienti o sono falliti o contestano i pagamenti.

 

Perché allora il suo gruppo non ha rinunciato comunque a fondare delle nuove imprese?

 

Quando vede il mercato e gli sviluppi che ci possono essere, un imprenditore decide di non rinunciare al suo desiderio di creare qualcosa di nuovo. Il lavoro più importante per chi gestisce un’azienda è il fatto di capitalizzare i contatti, e grazie alla nostra rete distributiva possiamo affrontare un rischio come quello legato alla nascita di una nuova impresa. Il problema è che spesso un imprenditore si trova a operare in un sistema che non è efficiente e nel quale sono premiati comportamenti che non sono certo lodevoli dal punto di vista etico.

 

(Pietro Vernizzi)

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