BICERIN DI GIANDUJOTTO/ Cavour e Rousseau, una passione nata “grazie” a Napoleone…

Ha circa trcento anni ed è amato ancora oggi come lo era in passato da personaggi come Cavour e Rousseau. E’ il “bicerin di giandujotto”. di ANTONIO INTIGLIETTA

26.03.2015 - Antonio Intiglietta
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Immagine di archivio

Era la bevanda più apprezzata “in assoluto” dal conte di Cavour. Il filosofo Jacques Rousseau ne tesseva addirittura le lodi. Il bicerin, la storica bevanda analcolica piemontese, è ancora un must nei locali di Torino. 

La miscela di cioccolato, caffè e crema di latte, di cui si ha notizia fin dal XVIII secolo, continua a stupire a distanza di secoli il palato dei suoi estimatori.

Dalla tradizionale ricetta, apprezzata anche dal drammaturgo e scrittore Alexandre Dumas, si è affermato nell’Ottocento un liquore cremoso. La rivisitazione degli ingredienti ha, infatti, dato vita al bicerin di giandujotto, definito dalla Regione Piemonte “prodotto agroalimentare tradizionale” (P.A.T.).  

“Il mio bisnonno Ferdinando – racconta Andrea Vincenzi, titolare delle Nuove Distillerie Vincenzi – pensò bene di trasformare la formula del ‘bicchierino’ in una versione alcolica, eliminando il caffè e tagliando il cacao con la nocciola”. 

Una scelta dettata, allora, anche dalla progressiva diffusione del gianduja, un tipo di cioccolato ideato dai mâitre chocolatier piemontesi per far fronte al blocco delle importazioni imposto, nel 1806, da Napoleone Bonaparte. Un embargo vero e proprio che ridusse drasticamente in Italia l’arrivo di numerosi prodotti d’oltreoceano. 

Il metodo di preparazione del bicerin è rimasto immutato fino al 1930, anno di nascita dell’impresa di famiglia. “Io e mio fratello Luca rappresentiamo la quarta generazione dell’azienda – precisa Andrea Vincenzi -.  Con mio padre Dario e l’aiuto di due collaboratrici, continuiamo a gestire il marchio originale, regolarmente registrato, diffuso in Italia e in 32 Paesi del mondo”.

Il bicerin di giandujotto è, ormai, uno tra i più stimati cream grazie alla bassa gradazione alcolica (15%) e a un processo produttivo unico nel suo genere. 

“Alla base vegetale, che rappresenta il segreto dell’azienda, aggiungiamo la polvere di cacao e l’aroma di nocciola. Insomma, gli ingredienti del cioccolatino gianduiotto. Utilizziamo, inoltre, l’alcool etilico, il comune etanolo alla base di numerosi liquori”. 

L’assemblamento degli ingredienti, che avviene a Moncalieri allo stabilimento della Torino Distillati srl, da vita a un’eccellenza gluten e diary free. Una crema delicata ottima “liscia”, con ghiaccio, utilizzata anche per accompagnare dolci e gelati. Peculiarità che lo rendono uno tra i più rinomati cremosi distillati a lunga conservazione.

“A differenza di altri prodotti più noti, che possono essere consumati fino a nove mesi, le nostre bottiglie non hanno una scadenza: ricordo, infatti, che il bicerin di gianduiotto è privo di latte”. 

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