ARTIMONDO/ Gli artigiani del riciclo che aiutano economia e ambiente

Il riuso e il riciclo costituiscono, oggi, una prospettiva concreta per l’economia. Lo dimostrano anche alcuni casi di imprese artigianali di cui ci parla ANTONIO INTIGLIETTA

19.04.2015 - Antonio Intiglietta
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Il lavoro della Bagaglio 3mendo

Il riuso e il riciclo costituiscono, oggi, una prospettiva concreta per l’economia. Lo dimostra una tendenza sempre più diffusa che mira a rivisitare le funzioni dei più comuni oggetti o a trasformarli in nuovi articoli di uso quotidiano. Una vocazione che ha folgorato numerose micro imprese o start up italiane, capaci di consolidare un nuovo metodo di produzione ecosostenibile che modifica la materia “in circolo”. 

Una scelta che, oltre a comportare una significativa riduzione dell’impatto ambientale, è potenzialmente in grado di generare benefici in termini occupazionali. Uno studio targato Conai ha, del resto, stimato che un forte rilancio del riciclo dei rifiuti in Europa potrebbe dar vita a 874mila posti di lavoro, con ricadute economiche complessive pari a 136 miliardi di euro. Il documento auspica, in tal senso, il rafforzamento di una filiera del recupero attenta alla cura e alla selezione degli scarti. 

In Italia sono sempre di più gli artigiani che hanno colto questa sfida-opportunità. Alcuni di loro hanno riadattato, in modo innovativo, alcuni dei più comuni prodotti industriali. È il caso dell’alluminio, che si presta a numerose applicazioni di reimpiego grazie alle sue proprietà: la durata, la leggerezza, la non tossicità oltre che la possibilità di modellarlo più facilmente rispetto ad altri metalli. Si tratta, d’altra parte, di un materiale che, grazie al tasso di recupero pari al 100%, mantiene invariate le sue peculiarità, oltre che consentire un risparmio pari al 90% dell’energia richiesta per produrlo. 

“Dall’alluminio ricavato dalle moto è, per esempio, possibile generare oggetti di design funzionali ai moderni appartamenti – spiega Luca Varisco di Mechart, una piccola realtà artigianale che ha dato vita, con i rottami delle due ruote, a una linea di complementi d’arredo irripetibili -. La lavorazione è molto complessa: dopo un’intensa attività di smontaggio, pulizia, taglio, fresatura e verniciatura ‘pezzi’ destinati allo sfasciacarrozze assumono una nuova forma. Chi si avvale delle risorse esistenti per creare nuovi prodotti desidera garantire, nel lungo periodo, una prospettiva di benessere alla società e al Paese”. 

L’Italia non dispone, infatti, di grandi quantità di bauxite, la materia prima utile per la realizzazione dell’alluminio: il suo recupero garantisce, dunque, la riduzione delle importazioni di minerali. 

Anche la plastica è risultata, negli ultimi anni, alla base di numerose attività artigianali basate sul riciclo. Basti pensare all’uso delle enormi quantità contenute nei comuni teloni pubblicitari in pvc che campeggiano ai bordi delle strade nelle nostre città. Cartelloni di lenta degradabilità che, invece di essere dispersi nell’ambiente, possono rivivere grazie al reimpiego di un materiale versatile, durevole, resistente e facilmente riciclabile come il polivinilcloruro. 

“La sua trasformazione è molto articolata: il telo recuperato viene privato degli occhielli in metallo e pulito con apposite lavatrici che ne eliminano le impurità – racconta Massimiliano Bragaglio, titolare di Bagaglio 3mendo e promotore di una linea di borse e zaini unici realizzati con i teli delle affissioni -. Una volta asciutto viene steso, tagliato a mano e assemblato grazie a macchine a triplice trasporto, utilizzate per i tessuti più resistenti. Tanti piccoli imprenditori con una forte vocazione ecologica hanno riutilizzato, in modo innovativo, risorse che comunemente si disperdono sul territorio provocando rischi incalcolabili”. 

L’artigianato dimostra, insomma, che esiste una via di sviluppo alternativa. Una strada che, coniugando tradizione, innovazione e benessere, è capace di convertire un costo sociale in un’opportunità di crescita sostenibile. 

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