INCIDENTE NUCLEARE RUSSIA: TRUMP, “NON È UN BENE!”/ Radiazioni 16 volte sopra norma

- Silvana Palazzo

Incidente nucleare Russia, allarme radiazioni: si teme che la radioattività sia stata trasportata lontano. Mosca criptica sull’esplosione di quattro giorni fa: interviene pure Trump.

Russia incendio base sottomarini atomici Severodvinsk
Immagine di repertorio (Foto: Pixabay)

Il livello di radiazioni nel centro abitato di Severodinsk, a seguito dell’incidente nucleare avvenuto di recente, sarebbe di ben 16 volte superiore a quello dei valori normali: è quanto ha rivelato di recente l’agenzia di stampa Tass che, riprendendo dei dati forniti dall’agenzia meteorologica russa Rosgidromet, conferma di fatto l’allarme lanciato anche da Greenpeace che ha parlato di un vero e proprio picco di radiazioni nei pressi della cittadina russa. Come è noto, l’incidente è avvenuto durante l’esecuzione di un test missilistico su di una piattaforma marittima e che ha causato anche la morte di cinque ingegneri che vi stavano lavorando. A criticare la scarsa trasparenza e i misteri che si annidano attorno a questo episodio, che qualcuno ha ipotizzato possa dare origine a una nuova Chernobyl, è stato lo stesso Donald Trump che col suo solito stile ruspante ma diretto a spiegare che non si tratta di una buona notizia anche in relazione al fatto che nelle ultime ore erano state diffuse notizie di un ordine di evacuazione poi smentito a stretto giro di posta e derubricato a “semplici misure di routine in corso”. (agg. di R. G. Flore)

TRUMP SULL’ESPLOSIONE, “NON E’ UN BENE!”

Pure Donald Trump interviene sull’esplosione nucleare in Russia, l’incidente che secondo il New York Times potrebbe rappresentare il peggiore dai tempi di Chernobyl. Per quanto il livello di radiazioni emesse dalla deflagrazione non sembri essere neanche lontanamente paragonabile a quello scaturito dalla fusione del famoso “reattore 4″ della centrale nucleare ucraina, la comunità internazionale sta manifestando preoccupazione per l’alone di mistero che sta caratterizzando la comunicazione russa. Donald Trump, a proposito del missile oggetto del test fallito, ha cinguettato su Twitter lasciando intendere che gli Usa non stanno a guardare:”Gli Stati Uniti stanno imparando molto dall’esplosione del missile in Russia. Noi abbiamo una tecnologia simile, anche se più avanzata. L’esplosione «Skyfall» russa ha creato preoccupazione per la qualità dell’aria vicino all’impianto e molto più in là. Non è un bene!”. (agg. di Dario D’Angelo)

LE PRIME AMMISSIONI DI MOSCA

Prime ammissioni da parte di Mosca rispetto all’incidente nucleare in Russia nei pressi della città di Severodvinsk. L’agenzia nucleare russa Rosatom ha fatto sapere che i 5 scienziati rimasti uccisi lo scorso 8 agosto da un’esplosione in una base militare dell’estremo nord del Paese – il cui bilancio complessivo sarebbe di 7 morti – stavano lavorando a “nuove armi”. In seguito alla notizia trapelata di livelli di radiazioni innalzatisi nell’area, da Mosca hanno atteso due giorni prima di ammettere che nell’esplosione era coinvolto materiale nucleare sostenendo però che si trattasse di “lavori d’ingegneria e manutenzione tecnica delle fonti isotopiche nel motore a propellente liquido”. Ora il capo di Rosatom, Alexei Likhachev, citato dalle agenzie russe, dichiara:”Il miglior modo di onorare la memoria dei morti sarà lavorare ancora a nuove armi”. (agg. di Dario D’Angelo)

INCIDENTE NUCLEARE RUSSIA, NUOVA CHERNOBYL?

Sembra di ripercorrere il tragico copione di Chernobyl, fatte le dovute proporzioni, nell’analizzare l’incidente nucleare verificatosi nel corso di un test nucleare nel Mar Bianco vicino la Severodvinsk. Il fatto che le istituzioni russe siano parecchio restie a concedere informazioni dettagliate su quanto accaduto ha mandato nel panico le persone residenti nell’hinterland, che come detto hanno preso d’assalto le farmacie per entrare in possesso di pillole di iodio, necessarie ad arginare, o quanto meno a limitare i problemi alla tiroide che potrebbero derivare dalle radiazioni. Quel che è certo già si inizia a parlare di “Chernobyl na lidu”, la Chernobyl sul ghiaccio. Parliamo di fatto della prima centrale nucleare galleggiante che nell’estate 2020 è attesa da un viaggio di oltre 5000 km per fornire energia alle zone più remote della Russia e, allo stesso tempo, sfrutterà le nuove rotte consentite dalla fusione dei ghiacci dal punto di vista commerciale. Mosca deciderà di rompere la cortina del silenzio? (agg. di Dario D’Angelo)

NYT: “UNO DEI PEGGIORI INCIDENTI DA CHERNOBYL”

«Uno dei peggiori incidenti nucleari avvenuti in Russia da Chernobyl, forse»: così il New York Times sull’esplosione registrata nel corso di un test nucleare nel Mar Bianco quattro giorni fa, giovedì 8 agosto 2019. Il bilancio riportato dall’agenzia atomica russa è di 5 morti, ma si teme che il numero sia ben più alto e ci si interroga sull’atteggiamento criptico di Mosca sull’incidente avvenuto nella regione di Arkhangelsk. Come evidenzia Il Post, l’esplosione si è verificata qualche giorno dopo lo smantellamento di un altro pezzo del sistema di trattati nazionali con gli Usa firmato da Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov: come vi abbiamo raccontato il Trattato Intermediate-Range Nuclear Forces era l’unico che vincolava Washington e Mosca a garantire un equilibrio. E ora è allerta sulla situazione delle radiazioni, nonostante l’Istituto per la ricerca nucleare di Mosca abbia sottolineato che i livelli di radioattività siano incomparabili rispetto a quelli provenienti da gravi incidenti con reattori. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

INCIDENTE NUCLEARE RUSSIA, DRAMMA NEL MAR BIANCO

L’incidente nucleare in Russia continua a preoccupare. Si teme che la radioattività abbia raggiunto l’alta atmosfera e sia stata trasportata lontano. E dunque ora c’è allarme radiazioni. Ma dell’esplosione in cui sono morti cinque specialisti si sa ancora poco. L’agenzia russa per l’energia nucleare Rosatom ha reso noto che è stata causata da un incidente avvenuto durante il test di «una fonte isotopica di energia per il motore di un missile a propellente liquido». Questo lascia ipotizzare che si stesse testando il missile da crociera Burevestnik, una delle armi supersoniche annunciate dal presidente Vladimir Putin l’anno scorso. L’esplosione comunque è stata così potente da essere rilevata dalla rete delle stazioni di monitoraggio del CTBTO di Vienna. Nello specifico è stata rilevata a Baradfuss (Tromso), in Norvegia, che si trova a circa 1.030 chilometri in linea d’aria dal luogo dell’incidente nucleare. Questo vuol dire che l’esplosione è stata molto potente. Ma c’è appunto il timore legato alla radioattività.

INCIDENTE NUCLEARE RUSSIA, ALLARME RADIAZIONI

Le stazioni di rilevamento hanno mostrato per alcune decine di minuti valori fino a 20 volte il fondo normale. Gli esperti ritengono dunque che la radioattività scaturita dall’incidente nucleare in Russia si sia dispersa presumibilmente fino ad alta quota, per poi essere trasportata anche molto lontano. Sarebbe quindi utile conoscere quali radionuclidi siano stato rilasciati e in quale quantità, ma sono informazioni top secret perché permetterebbero di conoscere meglio la tecnologia del missile Burevestnik. Il giorno dell’incidente nucleare il ministero della Difesa aveva reso nota l’esplosione, senza parlare del coinvolgimento della tecnologia nucleare. Ma nonostante le prime rassicurazioni da parte di Mosca sulla normalità dei livelli di radiazioni («I livelli di radioattività sono del tutto incomparabili con quelli provenienti da gravi incidenti con reattori»), gli abitanti Severodvinsk, presi dal panico, sono corsi a comprare iodio nelle farmacie della città. «Nel giro di un’ora le forniture erano state tutte vendute», ha raccontato una farmacista.

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