Infantino contro i procuratori/ “Provvigioni troppo alte. Il sistema deve cambiare”

- Maurizio Mastroluca

Il presidente della Fifa, Gianni Infantino ha espresso il suo parere in merito allo scottante tema riguardante i procuratori dei calciatori.

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Il presidente della Fifa Gianni Infantino (LaPresse - repertorio)

GIANNI INFANTINO: “QUALCOSA NON VA, SI DEVE CAMBIARE”

Continua a tenere banco il tema dei procuratori. Gli agenti dei calciatori, specie nell’ultimo periodo sono finiti sotto l’occhio del ciclone, in merito alle importanti commissioni incassate, soprattutto nel caso dei parametri zero. A parlarne è il presidente della Fifa, Gianni Infantino, il quale ha affrontato la questione nel corso di un seminario sul regolamento, lo status e il trasferimento dei calciatori.

Il numero uno del maggior organo calcistico ha dichiarato: “Nel 2019 è stato speso l’equivalente di sette miliardi di euro per i trasferimenti di calciatori, 700 milioni sono andati in provvigioni degli agenti e solo 70 milioni alla formazione e ai compensi di solidarietà”. Lo stesso Infantino ha ammesso che: Qualcosa non va, si deve cambiare“. Annunciando di avere in mente una riforma a riguardo.

INFANTINO: “REGOLE PIU’ TRASPARENTI DI QUELLE ATTUALI”

La Fifa sarebbe pronta ad attuare diverse riforme, come dichiarato dal presidente Gianni Infantino. Il numero uno del maggior organo calcistico, vorrebbe correggere la questione procuratori, grazie al progetto di riforme dei trasferimenti. Queste le parole di Gianni Infantino in merito alla revisione dei regolamenti: “Penso che dovremmo rendere le regole un po’ più trasparenti di quelle attuali, più chiare”.

Il presidente della Fifa, Gianni Infantino conclude: “La camera di compensazione aiuterà, ma già i pagamenti per l’indennità di formazione faranno in modo che almeno il 5% del totale dei trasferimenti, che su 7 miliardi sono almeno 350 milioni, dovrebbe andare ai club che preparano i giocatori. La chiarezza e la trasparenza dovranno caratterizzare tutti gli altri pagamenti per evitare ciò che accade ancora regolarmente, ovvero che ogni volta che la Guardia di Finanza di quasi tutti i Paesi guarda ad alcune attività di trasferimento, trovi qualcosa”.



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