“Instagram, genitori di baby influencer assecondavano pedofili”/ WSJ: “Meta sapeva del problema”

- Davide Giancristofaro Alberti

Instagram, genitori di baby influencer assecondavano pedofili: l'inchiesta del Wall Street Journal mette in risalto una situazione decisamente preoccupante

instagram UNSPLASH 2022 640x300 Instagram (Unsplash)

E’ decisamente inquietante l’inchiesta del Wall Street Journal, come si legge sul Corriere della Sera, secondo cui alcuni genitori di baby influencer avrebbero assecondato i pedofili affinchè si abbonassero ai contenuiti dei figli. L’autorevole quotidiano americano fa riferimento in particolare a Instagram, che sarebbe colpevole di non avvalersi di strumenti di sicurezza a protezione dei minori. Secondo il Journal Meta non era all’oscuro di tale andazzo, ma non avrebbe apportato dei miglioramenti nei sistemi. Stando a quanto emerso sarebbero stati centinaia gli account di minori gestiti dai genitori che prevedevano una funzione di abbonamento a contenuti esclusivi, sottoscrizioni che sono state attivate da Meta durante l’estate del 2023 di modo di permettere ai creator di aumentare i guadagni derivanti dalla stessa piattaforma online.

Gli abbonati a questi contenuti è emerso che fossero soprattutto uomini, che tra l’altro utilizzavano commenti tutt’altro che appropriati. Le foto pubblicate online non prevedevano contenuti illeciti o nudità, ma i genitori che gestivano gli account dei figli erano a conoscenza di questi interessi torbidi dei loro iscritti. Il problema è che gli stessi, invece che prendere provvedimenti: “assecondavano l’interesse degli abbonati, intrattenendoli con battute esplicite sui propri figli o incoraggiando le ragazze ad interagire con gli iscritti paganti per «gratificarli» sessualmente”, come si legge sul Corriere della Sera.

INSTAGRAM, GENITORI DI BABY INFLUENCER ASSECONDAVANO PEDOFILI: LA RISPOSTA DI META

Ad aggravare il tutto, anche gli algoritmi di Instagram che suggerivano i profili a potenziali pedofili, che nel contempo non nascondevano, attraverso i propri username, gli interessi verso i minori. Secondo il Wall Street Journal le soluzioni per affrontare il problema erano disponibili, come ad esempio avviene già su TikTok e Onlyfans che non consentono agli account con immagini di minori di avere sottoscrizioni a pagamento.

Meta ha risposto alle accuse dicendo che esiste un monitoraggio accurato, ed ha spiegato che le sottoscrizioni a pagamento vengono incentivate indipendentemente dal fatto che l’azienda non guadagni sulle stesse. «Abbiamo lanciato strumenti di monetizzazione dei creator con una solida serie di misure di sicurezza e molteplici controlli sia sui creator che sui loro contenuti». Inoltre ha assicurato che i piani dell’azienda per contrastare la pedofilia sull’abbonamento di contenuti che coinvolgono bambini «Parte del nostro continuo lavoro di sicurezza», le parole di Andy Stone portavoce di Meta.







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