Isabella Biagini/ Dal successo al declino: vita tinta di nero e carriera a colori

- Valentina Gambino

Il 14 aprile del 2018 si è spenta Isabella Biagini. Nell’access prime time verrà ricordata da Rai1 nel corso della nuova puntata di Techetechetè.

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Isabella Biagini

Il 14 aprile del 2018 si è spenta Isabella Biagini. Nell’access prime time verrà ricordata da Rai1 nel corso della nuova puntata di Techetechetè. La sua è stata una vita particolarmente sofferta, tra alcune gioie e tantissimi dolori. Una carriera iniziata nel ruolo di oca, ma con un talento comico proprio raro, battute al punto giusto e tempistiche perfette. Morta a Roma a 74 anni, nel momento del suo decesso si trovava ricoverata all’Antea Hospice, da circa un mese. Dal 2016 viveva con una pensione di 700 euro, all’inizio del 2017 era stata anche cacciata fuori da casa sua. Successivamente l’incidente, un’automobile la travolge mentre sta cercando di raggiungere il suo adorato cagnolino. A novembre un’ischemia. Dopo la morte della figlia Monica, scomparsa per colpa di un tumore fulminante nel 1999, le cose per lei non furono più le stesse. Letteralmente ingoiata dal dolore, la sua vita privata ha incominciato ad essere costellata da relazioni amorose inconsistenti e insensate, lutti e separazioni. Dopo la perdita della figlia in realtà, la sua vita ha terminato di andare avanti in maniera consapevole.

Isabella Biagini, l’inizio del successo

Se la vita di Isabella Biagini era tinta di nero, la sua carriera era piena di colori, che un arcobaleno intero non sarebbe mai bastato. Lustrini, profonde scollature, fisico generoso (sua la copertina di Playmen edizione del decennale) e occhi sgranati. Riusciva ad essere estremamente sexy e divertente nello stesso momento, cosa che ad oggi, non riesce praticamente a nessuno. Appariscente e spiritosa, bella e autoironica, viva nonostante avesse la morte dentro. Faceva ridere, ed anche tanto. Tutto ha avuto inizio nel 1955 quando Antonioni ha deciso di offrirle una piccola parte nel film “Le amiche”. La vera strada del successo le si palesa di fronte quando si presenta ad un concorso per annunciatrici televisive. Vestita da femme fatale, incomincia a divertire chi ha di fronte, tanto da prenderla per una parte comica. Negli anni Sessanta e la fine dei Settanta il suo momento migliore al cinema: recita in tante pellicole, primariamente commedie dove interpreta la svampita.

Le pellicole trash e gli anni del declino

Isabella Biagini incomincia a collezionare un curriculum di tutto rispetto e lavora con Salce e Steno, Bruno Corbucci e Arbore, Tinto Brass e Gillo Pontecorvo. Poi la commedia trash, pezzi rari che oggi sono diventate pellicole di culto con titoli particolarmente strambi come: Maria Rosa la guardona e Crash! Che botte… Strippo strappo stroppio, Atti impuri all’italiana e Il ginecologo della mutua o La cameriera seduce i villeggianti. Nel 2000 l’ultima apparizione al cinema con Il segreto del giaguaro, diretta da Antonello Fassari. Per lei anche tanta televisione con il varietà. Isabella canta, balla, conduce, imita alla perfezione Mina, Ornella Vanoni, Anna Magnani. Negli anni ottanta il lavoro inizia a scarseggiare, nei primi anni ’90 la ritroviamo, poi il lutto. Barbara d’Urso in questi ultimi suoi anni di vita, ha avuto modo di raccontarla, parlando anche di ciò che le accadeva costantemente, compreso il figlio “segreto” poi ritrovato. “Lei sapeva della mia esistenza, le fecero credere che ero nato morto per evitare uno scandalo, visto che era già sposata con un altro”, aveva raccontato a Domenica Live.

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