Johnson & Johnson “Nostro vaccino più efficace degli altri”/ “Blocca anche varianti”

- Davide Giancristofaro Alberti

Sono decisamente positive le dichiarazioni rilasciate dal Ceo della Johnson & Johnson, Alex Gorsky, sull’efficacia del siero americano

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Johnson & Johnson (Foto: WIkip

A breve in Italia vi sarà a disposizione un quarto vaccino dopo quelli di Pfizer, AstraZeneca e Moderna, leggasi il siero firmato Johnson & Johnson. L’appuntamento è fissato per questo mese e si tratta di un vaccino a cui il Belpaese, ma in generale tutta l’Ue, guarda con estremo entusiasmo in quanto è di facile conservazione e soprattutto monodose, di conseguenza basterà una sola iniezione senza alcun richiamo per immunizzare la popolazione.

E il siero americano sembra inoltre essere molto efficace nei confronti delle varianti, a cominciare da quella brasiliana e sudafricana, le due più note oltre a quella inglese: «Il vaccino ha dato un’efficacia praticamente al 100% nell’impedire morti o ricoveri ospedalieri – le parole di Alex Gorsky, Ceo di J&J, rilasciate a Repubblica – questa è la statistica che conta di più. In questa fase la missione prioritaria è bloccare il contagio, prima che il virus abbia il tempo di evolversi in altre varianti Covid potenzialmente più contagiose o più pericolose. In questa funzione il nostro prodotto è perfino più efficace dei concorrenti».

JOHNSON & JOHNSON “A SETTEMBRE VACCINIAMO ANCHE I BAMBINI”

A differenza dell’Italia, negli Stati Uniti la campagna di vaccinazione è ormai divenuta di massa, e di conseguenza la nazione oltre oceano, quella più colpita a livello di contagi e di morti, sembra vedere la luce in fondo al tunnel. «Stiamo uscendo dalla fase in cui dovevamo riservare i vaccini a categorie prioritarie – ha detto ancora il Ceo di Johnson & Johnson – entriamo in quella in cui ci saranno dosi disponibili per tutti coloro che lo vogliono». Obiettivo è ora vaccinare anche i giovanissimi, fra le fasce più a rischio soprattutto durante la terza ondata: «Abbiamo dovuto iniziare la campagna dai 18 anni in su, ma stiamo lavorando per raggiungere la fascia dai 12 ai 18. In seguito ci occuperemo dei più piccoli e delle donne in gravidanza. I test sono in corso, lavoriamo a stretto contatto con la Fda». Per settembre è quindi ipotizzabile una vaccinazione anche per i bambini: «È probabile. La Fda ci sta lavorando, con noi e con le altre case. Per il vaccino Johnson & Johnson, la piattaforma-vettore è la stessa che usammo nelle vaccinazioni in Africa contro Ebola e Hiv, distribuendole a una popolazione più giovane».



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