JUST TRANSITION FUND/ Quei 17,5 mld che possono aiutare anche l’ex Ilva di Taranto

- Patrizia Feletig

È stato raggiunto un accordo importante a livello europeo sul Just Transition Fund, che potrebbe tornare utile per la riconversione dell’ex Ilva di Taranto

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Impianti Ilva di Taranto (LaPresse)

Raggiunto un accordo tra l’Europarlamento e il Consiglio europeo sul Just Transition Fund (JTF), il fondo comunitario concepito per aiutare le regioni maggiormente colpite dalla transizione verso la neutralità climatica entro il 2050. Perché va chiarito che l’altra faccia della medaglia dell’esaltante narrazione green è che la decarbonizzazione ha un costo economico e sociale. Proprio per venire incontro alle regioni europee che sono maggiormente colpite dal peso degli investimenti per riconvertire la propria economia sbilanciata sui fossili al desiderabile obiettivo carbon neutral, un anno fa, la commissaria Ursula von der Leyen annunciò uno strumento precipuo: il JTF.

Nel corso dei mesi successivi c’è stata una serrata discussione sulla sua entità per riuscire a trovare un punto di caduta tra le richieste del Parlamento (25 miliardi), la proposta della Commissione (11 miliardi) e la posizione del Consiglio (7,5 miliardi). Finalmente l’altro ieri è stata raggiunta una convergenza: saranno destinati 17,5 miliardi di euro a uno degli strumenti essenziali per sostenere la transizione.

Si è deciso di allargare il campo di applicazione a microimprese, università e istituti di ricerca pubblici, all’innovazione digitale, all’istruzione e all’inclusione sociale. Verranno inoltre finanziati investimenti in energie rinnovabili e tecnologie di accumulo dell’energia, in efficienza energetica e produzione di calore per il teleriscaldamento da fonti rinnovabili, mobilità intelligente e sostenibile.

Fuori dal perimetro del JTF lo smantellamento o la costruzione di centrali nucleari, le attività legate al tabacco e gli investimenti relativi a produzione, lavorazione, trasporto, distribuzione, stoccaggio o combustione di combustibili fossili. Mentre potrebbe rientrare il piano di investimenti ambientali e industriali per il processo di decarbonizzazione dello stabilimento Ilva di Taranto che è appena tornato nelle mani pubbliche con la firma dell’accordo tra Mittal e Invitalia.

Il paradosso del JTF, nella sua formulazione originaria, poteva essere brutalmente riassunto in: “Più inquini, più ricevi soldi”. Per ovviare a questa contraddizione, su iniziativa del Parlamento, sarà introdotto un “Green Rewarding Mechanism”: se le risorse del JTF verranno aumentate dopo il 31 dicembre 2024, le risorse aggiuntive saranno distribuite tra gli Stati membri sulla base della riduzione delle emissioni degli impianti industriali.

Nei piani territoriali per la transizione giusta, gli Stati membri dovranno concentrarsi sul sostegno alle regioni ultra-periferiche e alle isole e destinandovi importi specifici; le imprese in difficoltà potranno ricevere sostegno nel rispetto delle norme temporanee sugli aiuti di Stato dell’Ue; le risorse possono essere trasferite da altri fondi di coesione; il cofinanziamento è fissato al massimo all’85% per le regioni meno sviluppate, al 70% per le regioni in transizione e al 50% per le regioni più sviluppate.



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