Kevin Chiappalone, foreign fighter indagato/ 19enne arruolato con milizie filoucraine

- Alessandro Nidi

Kevin Chiappalone, 19enne di Genova, è il primo foreign fighter italiano indagato dalla magistratura: sta combattendo in Ucraina

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Guerra in Ucraina, raid su Mykolaiv (LaPresse, 2022)

Kevin Chiappalone, 19enne di Genova, risulta essere il primo indagato dalla magistratura italiana per essersi arruolato con le milizie filoucraine. A raccontare la sua storia è il “Corriere della Sera”, che ricorda come nel nostro Paese sia in vigore una legge del 1995 che punisce i nostri connazionali che partecipano a una guerra per conto di Stati stranieri, con condanne che vanno dai due e sette anni. Kevin Chiappalone è finito nel mirino della magistratura dopo avere concesso un’intervista al settimanale “Panorama”, nella quale annunciava la sua partenza per l’Ucraina.

Queste le sue frasi: “Ho sentito che Putin vuole denazificare l’Ucraina e allora sono partito per impedire che ciò avvenisse”. Simpatizzante di estrema Destra, Chiappalone sui social ha pubblicato alcuni scatti che lo immortalano in divisa mimetica e con il fucile mitragliatore tra le braccia. Non si sa dove si trovi ora: si conosce solo la modalità con la quale ha raggiunto l’Ucraina (aereo fino a Varsavia, poi autobus). Il suo nickname su Instagram è “Milza Zena”, chiaro riferimento dialettale alla sua città d’origine.

KEVIN CHIAPPALONE INDAGATO, MA NON È L’UNICO: CI SONO ANCHE ALTRI ITALIANI TRA I FOREIGN FIGHTER

Tra gli altri foreign fighter che combattono in Ucraina oltre a Kevin Chiappalone, il “Corriere della Sera” segnala il nome di Giulia Schiff, ex pilota dell’aeronautica militare di 23 anni. Nel marzo del 2022 è partita volontaria per l’Ucraina e si è arruolata nella legione internazionale voluta da Volodymyr Zelensky. Vi sono poi Andrea Palmieri, 42 anni, di Lucca, schierato con i miliziani filorussi, e il milanese Gabriele Carugati, addetto alla sicurezza di un centro commerciale e combattente al fianco dei russi.

Gli ultimi due nomi sono quelli del sardo Riccardo Sotgia (in Donbass dalla parte della Russia, in quanto considera l’Ucraina “nazista”) e di Edy Ongaro, morto in Donbass. Il 46enne si era arruolato con i filorussi ed è stato dilaniato da una bomba a mano che egli stesso stava maneggiando.





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