Serie A/ Se Wanda tuona e Marotta zittisce i tifosi, che colpa ha Icardi?

- Alfredo Mariotti

Serie A: l’analisi di ALFREDO MARIOTTI sulla ventiquattresima giornata del campionato. La Juventus scappa a +13 sul Napoli e si prende una bella fetta di scudetto, vincono Inter e Fiorentina

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Inter, Mauro Icardi e Wanda Nara (Instagram, 2019)

In Serie A, il mercato di riparazione ha lanciato in orbita i casciavit. Fortuna (molta) o meno stanno macinando un calcio molto semplice, da provinciale, ma con esecutori implacabili quali Piatek e Bakayoko. Un Milan che sarebbe molto piaciuto a Rocco: schierato per vincere ,il resto sono pinzillacchere. La Dea ha deluso anche se stessa; ha dominato il primo tempo, si è lasciata stupidamente raggiungere nel minuto di ricupero e, all’uscita dallo spogliatoio per la ripresa, non è più esistita. Dov’è sparita l’Aralanta che imposta sulle fasce a cento all’ora?Che ha messo in difficoltà Gobbi e Bauscia? Niente, si è scansata perdendosi in un possesso palle inutile. I rossoneri, che si sarebbero accontentati del pari, si sono trovati la strada della vittoria spianata. Ora i milanesi sono più che sicuri di entrare in Champions e devono solo trovare l’ubicazione: terzo o quarto posto?

I bergamaschi escono ridimensionati dalla sfida di Serie A ed è meglio giochino tranquilli: la Champions non è mestiere loro, va fas ciaa’! Non capisco il casino attorno alla famiglia Icardi a metà campionato: che avrà fatto? Tentato di violentare Zhang? Sono del parere che lo abbiano già venduto – se così non fosse sarebbero impazziti – e Marotta abbia individuato la tattica per zittire i tifosi. Si accusa il suo procuratore, la moglie Wanda, di parlare troppo e a sproposito. Bene, cosa c’entra Maurito? Ai tempi di Ibra sia lui che Raiola sparavano stupidaggini ad ogni piè sospinto ma mai furono prese decisioni così drastiche ed autocastranti. Senza Icardi, che peraltro giocava mezzo infortunato, la Champions i nerazzurri se la sognano. Sono d’accordo venga venduto, se pagato il giusto prezzo, ma avrei individuato sistemi più intelligenti. Hanno fatto il calcolo dei costi/benefici dell’azione? No? Chiamino Toninelli! Vedremo il proseguio.

Intanto la Juve, nell’avanspettacolo di Serie A del venerdì, ha travolto il Frosinone, ritrovato Dybala e si è mostrata pronta a fare una scorpacciata dell’Atletico Madrid. Il centrocampo gobbo non si è mostrato insuperabile però dietro sono rientrati tutti i pezzi da novanta per cui sarà difficile per gli spagnoli andare a rete; Simeone fa giocare l’Atletico un po’ come il Milan, difesa e contropiede, fosse in gara unica sarebbe pericoloso ma, sui centottanta minuti, non ci saranno problemi per gli juventini. Se poi li avessero, fatti loro. Con l’economia che non tira, Salvini indagato con i vertici governativi, la Tav che un giorno si fa e l’altro no, anche una sconfitta bianconera verrebbe relegata nelle notiziole. Che tempi! Nel frattempo un Genoa incazzoso ha seccato, in rimonta, la Lazio. I grifoni hanno trovato in Sanabria un’altro goleador come Piatek. Chi li suggerisce a Preziosi? Possibile che le grandi squadre non abbiano osservatori all’altezza? Con questa sconfitta la Lazio si è staccata dal gruppo che insegue la Grande Europa, quest’anno basta perdere un incontro e sei fatto. Data per scontata la vittoria della Maggica (lecito toccarsi) nell’incontro “postdomenicale” col Bologna, concentriamoci sulle “inseguitrici”, a lunghissima distanza, della Juve nella classifica di Serie A.

A San Siro solita Inter: grande possesso palla ma lentezza esasperante nello smistarla anche perché i potenziali riceventi aspettavano da fermo. La Sampdoria ha badato a rimanere coperta senza mai avvicinarsi ad Handanovic; nei primi minuti grande parata di Audero su colpo di testa di Perisic, poi splendido lancio di Gagliardini e volata di Lautaro che, da pochi passi, spara in bocca al portiere. Poi gigionanenti e noia. Secondo tempo, e Inter sempre avanti: grande discesa di Perisic, cross per D’Ambrosio, rete. Pochi minuti, puttanata della difesa nerazzurra e Gabbiadini non perdona. Le squadre oramai si sono allungate; arriva una palla sporca a Nainggolan al limite dell’area, castagna secca: 2-1. Tutto in sei minuti. Lautaro bravo, proprio un Toro, gli ingressi di Joao Mario e Candreva hanno assicurato tasso tecnico e velocità al gioco. I bauscia non sono squadra, vivono di individualità e strappi. Hanno momenti in cui sono incontenibili ma li alternano a stupidità impressionanti. Pare in miglioramento il Ninja con Perisic, ma si è spento Politano; Gagliardini è un buon operaio del centrocampo e nessuno sa fare il frangiflutti, per cui ogni volta che gli avversari avanzano agli interisti si stringono le chiappe.

È una squadra così: può vincere o perdere con tutte le altre, certo i posti in Champions saranno solo quattro e due sono andati, per gli altri lotteranno le milanesi e la Roma. Non è stato certamente fortunato il Napoli: bellissimo il palo colpito da Insigne con uno spettacolare destro a giro. A centrocampo Hamsik un poco manca, nessuno sa dare i tempi di gioco come lui. Il Torino si è difeso bene ma è parso il classico sparring partner, ha piazzato qualche contropiede però, per il resto, si sarebbe potuta vendere metà del campo: verso Ospina non andava mai. Solo nel recupero i granata hanno potuto correre verso la porta azzurra con il Napoli che, oramai cotto, non riusciva più a recuperare. Qui ha rischiato la beffa, alla grande.

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