“La Chiesa si sta autodistruggendo”/ L’appello di Giuliano Ferrara a preti e fedeli

- Niccolò Magnani

Giuliano Ferrara lancia un appello ai preti e fedeli affinché si ribellino agli errori dei “gesuiti pasticcioni” sul tema della pedofilia in Francia

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Papa Francesco con i Cardinali (LaPresse)

«Fedeli e preti, ribellatevi a questi gesuiti pasticcioni»: arriva dalle colonne del “Foglio” l’appello lanciato dal’ ‘ateo devoto’ Giuliano Ferrara contro la ultime vicissitudini avvenute nella Chiesa Cattolica, culminanti nel “Rapporto Sauvé” sulle migliaia di casi di pedofilia in Francia. Il ragionamento per assurdo del giornalista riguarda l’incapacità del Vaticano di difendersi dal plotone di esecuzione fatto di «psichiatri, sociologi, di demografi, di storici e di giuristi laici che hanno lavorato senza contraddittorio alle spalle e contro il clero ordinato. Paradosso intraecclesiastico».

Scrive ancora Ferrara che nel merito dei casi pedofili in Francia, ignobili e terribili, la “vergogna” manifestata da Papa Francesco non è in grado di opporsi alle sentenze già scritte da altri contro l’intero clero cattolico. In questo senso si coglie anche la mancanza di comprensione di un, appunto, ateo (seppur devoto e innamorato della cultura cristiana) che davanti alle scuse lanciate da Bergoglio non scorge il sentimento cristiano di dolersi per i peccati anche altrui ma che macchiano la testimonianza di Cristo in terra.

L’APPELLO LANCIATO DALL’ATEO DEVOTO SUL FOGLIO

Resta comunque l’affondo di Ferrara sulla possibilità per una Chiesa retta da gesuiti oggi non sia in grado di capire meglio cosa e quanto sia vero nell’enorme Rapporto Sauvè. Non viene negato quanto avvenuto, ma il giornalista del “Foglio” si chiede perché dare per vero al 100% «l’esorbitante quantità e mostruosa qualità, con metodi online, via mail, con questionari anonimi, “dialoghi invisibili” con il vissuto delle vittime, indagini di mercato e sondaggi, partendo da pregiudizi socio – dottrinali , con l’intento di riscrivere storia e statuti del cattolicesimo, senza definizione storiografica e giuridica del fenomeno, senza un vero ricorso agli archivi, senza rispetto per le proporzioni ordinarie del peccato di umanità e cupidigia che alligna in ogni segmento della società a partire dalla sua cellula fondamentale, la famiglia». Nel “MeToo” della Chiesa di Francia Ferrara non vede nulla di buono, un’ideologia profondamente anti-cattolica che ha prevalso nel condannare già i circa 3mila preti presunti “orchi” e nel credere ad ogni storia raccontata da 216mila giovani presunte vittime consultate (intendiamoci, anche solo un delitto pedofilo del genere è ignobile e peccaminoso). «La Chiesa si sta autodistruggendo», spiega ancora Ferrara lanciando il suo appello a tutti i fedeli e agli stessi preti affinché si rendano conto di quanto sta avvenendo: l’accusa culturale e mediatica chiede alla Chiesa, dopo i fatti raccontati nel Rapporto Sauvé, di «cambiare il modello della mascolinità tossica» e far cambiare la morale sulla sessualità aprendo alle donne in tutti i ruoli della Chiesa. Ecco, Ferrara non ci sta a rilancia: «Anche Lutero accusò di meretricio la curia romana, ebbe parole le più spesse e rozze per affermare la sua vertiginosa teologia della croce, ma lo faceva nella pretesa o nell’illusione di dare al cristianesimo una nuova base di autonomia della coscienza mistica, non nel progetto di sradicarlo dalla faccia della terra governandolo e orientandolo col favore dei pasticcioni della Compagnia di Gesù».



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