LA Collezione Ernesto Colnago/ L’inaugurazione del museo del Maestro della bicicletta

- Mauro Mantegazza

LA Collezione Ernesto Colnago, oggi ci sarà l’inaugurazione del museo del Maestro della bicicletta nella sua Cambiago (domenica 18 dicembre)

Collezione Ernesto Colnago Uno scorcio delle biciclette de LA Collezione Ernesto Colnago

Oggi domenica 18 dicembre è un giorno speciale per Ernesto Colnago, un artigiano che ha fatto la storia dello sport e del Made in Italy. Alla bella età di 90 anni, compiuti il 9 febbraio scorso, è arrivato il momento giusto per raccogliere il meglio di una vita di lavoro, con l’inaugurazione de “LA Collezione”, il museo di Ernesto Colnago che ripercorre una storia gloriosa, quella di 75 anni di lavoro di un uomo che ha fatto la storia del ciclismo e della bicicletta, rimanendo sempre legato alla sua Cambiago, paese in provincia di Milano nel quale Colnago è nato, dove la sua attività è sempre rimasta e alla quale ora lascia un luogo che metterà in mostra l’immenso patrimonio tecnico e culturale dei capolavori creati dal “Benvenuto Cellini” della bicicletta, secondo la definizione che di Ernesto Colnago diede un altro maestro, in questo caso del giornalismo, cioè Gianni Brera.

La proprietà dell’azienda è passata di mano nel 2020, ma Ernesto Colnago è sempre attivo e, affiancato dal nipote Alessandro Brambilla Colnago, coglie un altro successo con l’inaugurazione de “LA Collezione”, museo che l’intera famiglia ha fortemente voluto. Oggi avrà luogo l’evento ad inviti con personalità e media, poi già da domani mattina 19 dicembre l’accesso sarà libero nei 1000 metri quadrati dell’officina di Cambiago, praticamente in casa di Ernesto Colnago, un luogo di lavoro quotidiano trasformato in museo, con ingresso gratuito su prenotazione. Le biciclette di Ernesto Colnago sono vere e proprie opere d’arte, che adesso trovano posto in un museo, dove si potrà ammirare il frutto del lavoro del loro creatore, che ha coniugato passione e innovazione, sempre all’avanguardia e autore di molte significative innovazioni tecniche legate alla bicicletta.

LA COLLEZIONE ERNESTO COLNAGO, UN MUSEO CHE RACCOGLIE LA STORIA DEL CICLISMO

LA Collezione Ernesto Colnago avrà al suo interno una “estranea”, la bicicletta Gloria con cui da giovane corse nella sua carriera da ciclista, poi sarà un tuffo nella storia delle creazioni di Ernesto Colnago, dal record dell’ora di Eddy Merckx a Città del Messico nel 1972 al Mondiale di Beppe Saronni a Goodwood nel 1982, dalle biciclette in carbonio vincitrici di ben 5 edizioni della Parigi Roubaix con Mapei fino a quelle dei trionfi di Tadej Pogacar, ma anche la Collezione completa di Colnago for Ferrari tra cui la Concept, un progetto unico a due mani Ernesto Colnago-Enzo Ferrari, di cui esistono solo due esemplari al mondo che fanno parte de LA Collezione. Ne LA Collezione Ernesto Colnago si potranno ammirare anche oltre 80 maglie originali autografate, da Fiorenzo Magni fino a Pogacar, 400 immagini inedite e documenti originali sulla vita lavorativa e non di Ernesto Colnago, installazioni multimediali e molto altro. In sintesi: “Uno scrigno di ricordi, di sogni passati e futuri, di emozioni e di idee che prenderanno forma dove tutto è nato”, come si legge sul sito Internet ufficiale.

Il nipote Alessandro Brambilla Colnago racconta con orgoglio come LA Collezione sarà partner delle Nazioni Uniti per diffondere i valori legati alla bicicletta e alla mobilità sostenibile, con un appuntamento fissato al Palazzo di Vetro di New York nel giugno 2023. Il museo di Ernesto Colnago sarà anche occasione per altri eventi ed iniziative, ad esempio legati al tema della sicurezza dei ciclisti o al recupero di altri luoghi che hanno fatto la storia, come il Velodromo Vigorelli, anche in sinergia con colleghi che sono amici e non “rivali”, come la famiglia Pinarello. Le iniziative collegate all’inaugurazione de LA Collezione Ernesto Colnago sono state tante, in particolare la presentazione a Milano il 25 novembre scorso, giorno che per Ernesto Colnago è l’anniversario dell’inizio della vita lavorativa, ma adesso il museo è realtà, un’esperienza “ricca ed immersiva” per celebrare l’uomo che ha reso la bicicletta “Arte”, come lo celebrò il giornalista Rino Negri.





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