SERVIZIO PUBBLICO/ Veleni e colpi bassi, da Santoro è la solita solfa

- Maestro Yoda

E’ andata in scena ieri la puntata di Servizio Pubblico dedicata alla decadenza di Berlusconi. Fatta eccezione per qualche ospite autorevole, dice il MAESTRO YODA, è la solita rissa

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Michele Santoro (Infophoto)

Oramai la fortuna di un talk show dipende ampiamente dalla serata in cui va in onda. Ma non a causa della collocazione nei palinsesti, bensì a causa delle maggiori o minori turbolenze della politica. In questi ultimi tempi, Corrado Formigli è stato più volte favorito dagli eventi, ma ieri sera a Santoro è andata veramente di lusso: la puntata di Servizio Pubblico capita il giorno dopo lo storico voto che ha sancito la decadenza di Berlusconi. La sera stessa ci aveva provato Vespa, ma non si sa bene cosa sia successo. Ufficialmente sarebbe stato Berlusconi a decidere di non andarci più, ma potrebbe anche essere, (chissà) che in Rai ci sia stato un rigurgito di decenza di fronte all’ipotesi di mettere la rete ammiraglia del servizio pubblico a disposizione di un pregiudicato condannato in via definitiva per reati tanto più odiosi in quanto commessi da un Presidente del Consiglio.

Santoro inizia con in sottofondo la voce di Mina che canta “Senza te”, e fa finta di leggere la lettera amareggiata di un seguace di Berlusconi deluso. Poi il solito intervistatore riccioluto va a provocare i militanti venuti in pullman a Roma per riempire via del Plebiscito: gruppi di albanesi, pensionati, ragazzotti sperduti e addirittura inconsapevoli del motivo per cui sono stati portati lì. Si prende pure qualche spintone, il poveretto, ma stavolta riesce abbastanza bene a dimostrare che il popolo accorso ad applaudire l’ultimo comizio di Berlusconi non è esattamente la crema del paese. E assomigliano molto alle truppe che vanno a vedere le esposizioni di mobili attratti dalla gita e dal pranzo pagato. Seguono due momenti televisivamente emozionanti: il vibrante discorso della senatrice Taverna del Movimento 5 stelle, con toni gravemente accusatori, e il comizio finale di Berlusconi che invoca la libertà. In studio (come non poteva essere così!) la Santanchè, chiamata a raccontare la sua incredibile versione di golpe e colpo di stato, e Formigoni che cerca di spiegare il motivo della scissione, ovviamente interrotto di continuo dalla Santanchè, che cerca di sostenere che i voti li ha sempre solo avuti Berlusconi, dimenticando che molta parte dei voti della Lombardia (la regione più importante dal punto di vista elettorale) sono sempre arrivati grazie alla macchina elettorale ogni volta messa in campo dai ciellini.

Ohibò, compare per un attimo Fini intervistato da Ruotolo, che afferma che con Berlusconi è impossibile avere dialettica: che novità. La professoressa Gualmini, politologa, spiega piuttosto chiaramente la delicatezza della situazione, perché i cittadini non sanno più chi rappresenta chi: la maggioranza si scioglie e si ricompone, cinque ministri del governo vengono da un partito che ora è all’opposizione, mentre un altro ministro come Mauro non è già più con Monti.E di conseguenza l’astensionismo sta crescendo.

Per far salire la temperatura, Santoro manda in onda l’intervento della Mussolini, che ha impiegato tutto il suo tempo – come ha fatto giustamente notare Formigoni – per attaccare il Nuovo Centrodestra invece che difendere Berlusconi. Ovviamente la Santanchè applaude, mentre Formigoni cerca di fare ragionamenti pacati, che in una atmosfera così purtroppo attecchiscono poco. Anche perché la Santanchè attacca duramente Formigoni alle spalle alludendo ai suoi problemi con la giustizia, parlando di barche e vacanze pagate. Formigoni si sforza di non scendere al suo livello, ma lei insiste ed era quello che Santoro voleva: vederli sguazzare nel fango, così l’audience è garantita.

A dispetto di quanto aveva asserito la Santanchè ad inizio trasmissione sull’onestà fiscale di Berlusconi, l’economista Dragoni, riportando i dati contenuti nel libro “Il cavaliere nero”, ricorda che il tesoro di Berlusconi accumulato all’estero in nero ammonta a 1 miliardo e 277 milioni, e afferma pure che questo sarebbe solo una piccola parte di quanto realmente accumulato. La Santanchè tace.

Poi Santoro fa leggere da una attrice la dichiarazione giurata di Dominique Appleby che racconta una sua versione della complicata filiera di rapporti tra Berlusconi, Agrama e la Paramount, accusando Agrama e Mr. Gordon di aver tramato contro Berlusconi, che addirittura non conoscevano direttamente. Ma salta fuori una foto con Gordon insieme a Berlusconi, che ai giudici poi Gordon dirà di aver incontrato più volte in Italia e in America. Alla fine la Santanchè accusa Dragoni di “dare i numeri al Lotto”, il quale ricambia con analogo insulto. Nel clima sempre più arroventato, Santoro fa notare che la nuova ricostruzione addotta di recente da Berlusconi per invocare la riforma della sentenza definitiva, ribalta completamente la linea difensiva tenuta per anni dagli avvocati dell’ex-premier, ammettendo che la frode fiscale c’è stata. Inoltre Travaglio si domanda come mai il frutto della frode fiscale sia passato non da società di Agrama e Gordon, ma da società off-shore di Berlusconi costruite in passato da Mills…Interessante domanda. A questo punto la Pitonessa Santanchè si dimostra soprattutto una leonessa: bravissima nel mettere in difficoltà persino un rinoceronte televisivo come Santoro, infilandosi abilmente nelle sue pause, e non smettendo mai di rilanciare ad ogni frase le sue tesi propagandistiche: un vero mastino, che non smette inoltre di sferrare colpi bassi a Formigoni sfottendolo sulla castità eccetera. Da questo punto di vista dimostra di saper raggiungere livelli veramente infimi, che fanno capire quanto si senta in realtà con le spalle al muro.

Con una improvvisa svolta nella trasmissione, Santoro fa parlare una signora che ha perso la figlia nel tragico incidente ferroviario di Viareggio, e di un signore che vi ha perso i figli ed è rimasto ustionato per il 90%, che lamenta che lo Stato non si sia costituito parte civile con loro. La signora butta lì il dubbio che ci sia un accordo di potere molto robusto che intende stendere un velo su tutto, e lo dimostra il fatto che l’amministratore delegato Moretti, pur essendo stato rinviato a giudizio, non solo non è stato indotto a dimettersi, ma è stato addirittura riconfermato. Già, bella domanda. Da rivolgere anche ai pendolari. Si ritorna alla politica, e la Santanchè continua a stravolgere sempre di più il senso delle parole, a fare propaganda, ad aggredire con colpi bassi Formigoni: uno spettacolo veramente disgustoso, che Santoro sostiene lasciandola inveire e straparlare all’infinito. Dimostrando ancora una volta che lo schema della trasmissione è sempre lo stesso: accennare a qualche problema importante, grazie alla presenza di persone serie come la professoressa Gualmini, e poi organizzare il solito combattimento di gladiatori invitando ospiti che stanno l’uno all’altro come il diavolo e l’acqua santa. Sinceramente il vostro vecchio Yoda non ne può più, guarda continuamente il suo orologio stellare sperando che giunga la mezzanotte, così da poter smettere di guardare questo ballo, anzi, questo inutile duello sul Titanic.

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