CONTE SU CASO OLIVIA PALADINO/ “Uso improprio scorta? Falso. Non è primo attacco…”

- Silvana Palazzo

Giuseppe Conte interviene su caso Olivia Paladino e presunto uso improprio della scorta: “Falso. Non è primo attacco”. E infatti cita anche la vicenda della cena in un ristorante dopo Dpcm

Conte e la compagna Olivia
Premier Giuseppe Conte con la compagna Olivia Paladino (LaPresse, 2020)

«Ho ricevuto, e non è la prima volta, attacchi personali ma questa volta hanno coinvolto anche la mia compagna Olivia Paladino. Questo mi dispiace in particolar modo». Il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa, dopo aver presentato il nuovo Dpcm, affronta il delicato tema dell’inchiesta sull’intervento della scorta quando la fidanzata è stata inseguita da “Le Iene” per un servizio televisivo. Prima però parte dalla presunta cena a cui avrebbe preso parte con la compagna il 31 ottobre, il giorno dopo la chiusura dei ristoranti: «Sarebbe stato grave da parte mia, infatti è falso e diffamatorio. Non sono mai stato a cena con la mia compagna in un ristorante dopo il Dpcm. Sono stato lì il 25 settembre o comunque a fine settembre».

Successivamente è entrato nel merito della denuncia di Fratelli d’Italia: «È stato fatto un esposto in Procura, mi hanno accusato per uso improprio della scorta, ma anche questo è completamente falso. La mia compagna non ha mai preso l’auto della scorta, io non sapevo nulla prima e durante, ho saputo di questo episodio solo al termine». Poi ha fatto dei chiarimenti: «La scorta era lì per me, in attesa che scendessi. Vorrei aggiungere che l’uomo della scorta è intervenuto perché ha visto trambusto e concitazione perché il proprietario del supermercato non voleva far entrare la troupe televisiva che insistentemente voleva che la mia compagna rilasciasse dichiarazioni che non voleva rilasciare». (agg. di Silvana Palazzo)

LAMORGESE DIFENDE CONTE SU CASO OLIVIA PALADINO

La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese interviene sul caso Olivia Paladino, la compagna del premier Giuseppe Conte. È intervenuta in aula alla Camera per ricostruire la vicenda della fuga dalla troupe delle Iene e della scorta del presidente del Consiglio accorsa dopo che la donna si era rifugiata in un supermercato per sfuggire alle domande dell’inviato Filippo Roma. Si tratta di un caso per il quale il premier Conte è indagato e accusato di peculato. «Olivia Paladino appariva turbata e, dopo essere uscita dal supermercato in seguito alla segnalazione dello stesso titolare che ha chiesto l’intervento di un operatore della scorta, è stata riaccompagnata da quest’ultimo a poche decine di metri verso la sua abitazione». La titolare del Viminale ha spiegato che la scorta era lì perché in quel momento all’interno dell’abitazione c’era il premier. Inoltre, Lamorgese ha spiegato che Olivia Paladino, prima di lasciare il negozio, ha consegnato una borsa ad uno dei titolari dell’esercizio commerciale, non ad un operatore della scorta del premier Conte.

CASO OLIVIA PALADINO E SCORTA: LA VERSIONE DI FILIPPO ROMA

La ministra Lamorgese ha, dunque, confermato la circostanza riportata da Dagospia, che nei giorni scorsi ha diffuso un video in cui si vede Olivia Paladino nascosta nel supermercato. Il sito di Roberto D’Agostino aveva parlato anche di una borsa da palestra in un periodo in cui però queste strutture sono chiuse e quindi inaccessibili. Ma emerge una discrasia rispetto a quanto dichiarato da Filippo Roma, inviato de “Le Iene”. Domenica a “Non è l’Arena” di Massimo Giletti ha spiegato di essersi appostato col cameraman alle 7 del mattino, mentre Olivia Paladino sarebbe uscita di casa alle 11. «Per tutto il tempo, benché nascosti, noi abbiamo tenuto sott’occhio il portone dell’abitazione della Paladino. E davanti a quel portone non c’era nessuno, nessun uomo della scorta». Inoltre, per l’inviato il premier Giuseppe Conte non poteva essere nella casa della fidanzata: «Tant’è che ci risulta che in effetti stava lavorando. Alle 11.30 era in collegamento a Palazzo Chigi per la cerimonia in onore di Willy Monteiro Duarte. Quindi probabilmente non stava a casa, stava già a Palazzo Chigi».

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