Laura Valente ricorda il marito Mango/ “La sua morte è stata uno tsunami”

- Stella Dibenedetto

Laura Valente, a Vieni da me, ricorda il marito Mango: dal primo incontro al grande successo. “Grazie per darmi la possibiità di parlare di lui”.

Laura Valente a Vieni da me
Laura Valente a Vieni da me

Toccante omaggio di Vieni da me a Mango. Dopo aver raccolto i ricordi di Carolyn Smith e aver intervistato Michele La Ginestra, Caterina Balivo ha ospitato nel proprio salotto Laura Valente, la moglie di Mango che, prima di ricordare il marito, ringrazia tutti. “Intanto grazie per quest’applauso bellissimo che avete fatto a Pino, grazie per avermi invitata e per avermi dato la possibilità di parlare ancora di lui”, dice Laura che ricorda i primi incontri. “E’ sempre stato molto avanti e, inizialmente, aveva un’immagine molto forte. Io ero di Milano e appartenevo ad una famiglia normale e quando i miei genitori hanno visto Pino con una cresta blu sono rimasti un po’ così, ma dopo averci parlato cinque minuti hanno capito che era una persona molto intelligente”. Per amore di Mango, Laura Valente ha lasciato Milano per trasferirsi a Lagonegro: “Ho abitato per 23 anni a Lagonegro perchè Pino non ha mai lasciato effettivamente il suo paese. Lui ha sempre avuto la residenza a Lagonegro e io ce l’ho ancora. Amava profondamente la sua terra, il suo paese”, aggiunge ancora.

Laura Valent: “l’amore per Mango e la nostra famiglia”

Mango raggiunge il grande successo quando incide “Oro”. “Esisteva una versione di Oro in inglese. Dopo i primi tre album i cui risultati non erano stati quelli sperati, lui aveva deciso di ritirarsi, ma questa cassetta con l’incisione di Oro rimase sulla scrivania di Mara Maionchi che la fece ascoltare a Mogol che rimase folgorato. Manco, poi, tornò a Milano e fu in quel periodo che io lo conobbi”, ricorda. Esattamente come il marito, anche Laura Valente è una cantante e per nove anni è stata la voce dei Matia Bazar. Ad un certo punto, però, Laura ha scelto di allontanarsi dalle scene: “io e Pino avevamo già un figlio, ma ne volevamo un altro. Lui non voleva allontanarsi da Lagonegro e io ho scelto la famiglia. Una scelta che rifarei”, afferma Laura. Quel maledetto 8 dicembre 2014 segnò la fine di tutto: “ognuno di noi sa cosa vuol dire quando fai dei progetti e poi tutto scompare come quando si abbatte uno tsunami. Io non avevo un piano B e non ho parole per definire quello che è successo quella sera. Con l’aiuto di tante persone, della mia famiglia che io avevo lasciato 23 anni prima a nord e che mi ha abbracciato mi sono tirata su“, conclude.



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