Lente trasforma smartphone in microscopio/ Analisi batteri su acqua, cibo e ferite

- Chiara Ferrara

Una particolare lente innovativa trasforma lo smartphone in un microscopio dal valore di 30 mila euro: la scoperta dell’Università di Pisa

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Uno smartphone (Pixabay, 2019)

Una lente che trasforma lo smartphone in un microscopio. La scoperta, secondo quanto riporta Adnkronos, arriva dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa e può portare a incredibili risultati nel mondo della scienza. Il procedimento prevede che vengano sintetizzati i filtri ottici partendo da un polimero trasparente su cui vengono scritte delle nanoparticelle di metallo nobile (oro o argento) con una stampante a getto di inchiostro opportunamente modificata.

“Il polimero siliconico si trova ad avere nuove proprietà se ‘decorato’ con argento, oro, o con una combinazione di entrambi, e può essere usato per la produzione di filtri ottici (ma non solo) non basati sui principi dell’ottica standard, dove le proprietà della lente dipendono dalla sua curvatura e dall’angolo di incidenza della luce, ma sul fenomeno della risonanza plasmonica. Invece, le proprietà dei filtri così ottenuti derivano dalla densità e dalla distribuzione delle nanoparticelle sul polimero”. Lo ha spiegato il professor Giuseppe Barillaro, che ha guidato il team.

Lente trasforma smartphone in microscopio: come funziona

In molti si stanno chiedendo come tale scoperta sulla lente possa trasformare lo smartphone in un microscopio dal 30.000 euro. Il procedimento, secondo quanto riporta Adnkronos, è piuttosto semplice e dipende dal fatto che il filtro ottico in questione è deformabile e resistente. È sufficiente, proprio per queste due caratteristiche, che quest’ultimo venga attaccato al cellulare. Un passo in avanti utile, dato che potrebbe portare lo strumento in modo veloce e leggero in strutture sanitarie o scuole di ogni genere.

Anche il suo utilizzo può essere piuttosto vario. Le capacità della lente, infatti, sono variabili. È possibile, a seconda delle necessità, realizzare in modo economico e in poco tempo dei filtri con proprietà ottiche diverse: analisi di batteri su acqua, cibo e ferite, nonché analisi dei materiali. La scoperta sembrerebbe dunque avere aperto nuove porte alla scienza.







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