LETTERA SULLE ELEZIONI IN LOMBARDIA/ Moratti: un Family Act per uscire insieme dalla crisi

- Letizia Moratti

La lettera di Letizia Moratti, candidata del Terzo polo alla presidenza della Regione Lombardia. Ecco alcuni suoi obiettivi improntati al principio di sussidiarietà

letiziamoratti 3 lapresse1280 640x300 Letizia Moratti (LaPresse)

Caro direttore,
ho preso parte all’evento promosso dalla Compagnia delle Opere e tenutosi lo scorso lunedì 30 gennaio presso l’Allianz Cloud di Milano con il titolo: “Elezioni Regionali 2023: Cosa c’è in gioco?”. Mi ha impressionato quanta gente fosse presente (circa 3.500 persone), segno di un desiderio di partecipazione e di contribuire al vivere comune che, lo sappiamo bene, non è per nulla scontato in un tempo in cui il disfattismo e l’individualismo, a volte, sembrano prevalere tra di noi.

Gli interventi dei relatori sono di aiuto per chi, come me, è in continua ricerca delle esigenze e delle soluzioni ai problemi delle persone della mia comunità. E, diciamolo, ogni tanto ai politici fa anche bene ascoltare, oltre che parlare.

In questi giorni sono tornata su contenuti proposti, che custodisco tra i miei appunti, anche paragonandoli con quanto ho presentato nelle mie linee di governo. E non posso che registrare una grande affinità.

Innanzitutto sul metodo, quello della sussidiarietà, che il vostro giornale richiama anche nel nome, e che la professoressa Lorenza Violini, ordinaria di diritto costituzionale in Statale, ci ha ricordato essere baluardo a tutela dell’iniziativa personale e associativa e che, oggi più che mai, anche nella nostra Regione, ci impone di ripensare il rapporto tra pubblico e privato. Non solo riconoscendo la (sacrosanta) libera iniziativa privata, come propongo per esempio in materia di trasporti ferroviari, ma riconoscendo, e su questo qualche passo in avanti e qualche correzione possiamo farli, che questa non è in competizione con la pubblica amministrazione ma in cooperazione, per esempio nella sanità, nel fornire per tutti e senza privilegi un servizio pubblico, dove mi riprometto di favorire il protagonismo anche delle strutture accreditate no profit.

E questa sussidiarietà, lo ha detto bene Gigi De Palo, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, trova la sua prima espressione innanzitutto nella famiglia. Oggi, in Italia, avere un figlio è la seconda causa di povertà: un’assurdità e sono d’accordo con lui quando ci ha incitato a tornare ad essere veramente Lombardia, avanguardia d’Italia anche nelle politiche familiari. Ed è per questo che, anche su spunto di un candidato che mi sostiene, Filippo Campiotti, che si è fatto portavoce delle esigenze dei più giovani e delle famiglie, ho proposto di ampliare la platea di famiglie beneficiarie della misura “Nidi Gratis” semplificando i requisiti di idoneità dei Comuni (nel 2018, un bambino su 4 risiedeva in un Comune escluso) e di creare una Garanzia regionale sul totale dei mutui di giovani famiglie per l’acquisto di immobili. Sposo pienamente l’appello di Gigi De Palo a una politica strutturale a favore delle famiglie, un vero e proprio Family Act regionale, sulla scorta dell’iniziativa della riforma nazionale promossa dal governo Draghi e dagli amici del Terzo polo (in particolare dall’allora ministro Elena Bonetti), che dia sostegno alle famiglie lombarde e che vada oltre le misure spot e i bonus estemporanei.

E poi la scuola, l’educazione e l’università. Il valore di ciascuna persona è infinito e questo lo si (ri)scopre innanzitutto nei contesti formativi, come hanno ribadito Francesco Magni, ricercatore dell’Università di Bergamo, e Marta Ghidoli, valorosa presidente del Consiglio degli studenti del Politecnico. Nel mio programma rilancio il Buono Scuola: misura storica e importante in Lombardia ma che negli ultimi dieci anni è stata ridotta negli importi e nella platea di destinatari, che vanno invece nuovamente ampliati anche ripensando ai criteri di accesso, così che la platea non sia esigua e diseguale. Ma non solo. Nuovi investimenti devono essere fatti a favore di tutta la filiera della formazione professionale e del diritto allo studio universitario, con l’ampliamento delle residenze per giovani fuori sede e il sostegno contro il caro-affitti.

Di strada da fare ce n’è tanta, ne siamo consapevoli. Ma c’è anche la convinzione, ancor più dopo lo scorso lunedì seria, che non siamo da soli a volerla percorrere.

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