Lettera Ue, Governo ‘bocciato’?/ Tria vs M5s, Conte “procedura ci farebbe molto male”

- Niccolò Magnani

Caos lettera Ue dal Governo alla Commissione Europea: ira Tria sui M5s, Procura di Roma apre fascicolo su denuncia relativa alla diffusione della bozza. Conte “procedura ci farebbe male”

Ministero dell'Economia, Tria e i vice
Mef, Tria con Castelli, Garavaglia e Bitonci (LaPresse, 2019)

All’appuntamento decisivo di mercoledì, quando la Commissione Ue dovrà dare una risposta alle promesse fatte dal Governo italiano sul fronte debito e conti pubblici, se n’è aggiunto un altro questo pomeriggio direttamente da Palazzo Chigi: nella conferenza stampa di oltre un’ora il Premier Conte ha chiesto ufficialmente a Lega e M5s di battere un colpo sul fronte di una “fase 2” altrimenti il suo mandato sarà pronto ad essere consegnato nelle mani di Mattarella. Proprio in attesa di capire come Bruxelles recepirà i punti promessi dal lavoro congiunto di Tria e Conte, l’appello-ultimatum a Salvini e Di Maio fa aumentare ancor di più la sensazione di “crisi politica” che aleggia sul Governo gialloverde: nel merito del “giallo” sulla lettera Ue, Conte ha poi spiegato «Leale collaborazione vuol dire che, se il ministro dell’Economia e il presidente del Consiglio dialogano con l’Ue per evitare una procedura d’infrazione che ci farebbe molto male, le forze politiche non intervengono ad alterare quel dialogo riducendo quella trattativa a terreno di provocazione». Se la Commissione Ue dovesse bocciare la lettera di Tria, poi, potrebbe arrivare quella “mazzata” forse decisiva per aprire ufficialmente la crisi di Governo: di contro, proprio il timore di una multa sui conti pubblici potrebbe consigliare a Lega e M5s di “stringere i denti” e proseguire nel presentare una Manovra di Bilancio che eviti al Paese (e all’elettorato di entrambi i gruppi, ndr) nefaste conseguenze.

PROCURA APRE INCHIESTA SULLA LETTERA UE

Nuovi aggiornamenti sul caso lettera Ue, il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha presentato denuncia sulla diffusione della bozza della lettera di risposta alle richieste di spiegazioni da parte della Commissione europea sull’evoluzione del debito italiano nel 2018. Come riportano i colleghi di Rai News, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine: il procedimento al momento è contro ignoti, nella denuncia si ipotizzavano inoltre i reati di divulgazione di atti secretati e violazione di segreto d’ufficio. Attesi aggiornamenti nel corso delle prossime ore su un altro mistero nato in seno all’esecutivo gialloverde, con il M5s e soprattutto Laura Castelli nel mirino del titolare del dicastero del Tesoro. Ecco la nota del MEF a tal proposito: «Il generale Fabrizio Carrarini, vice-capo di gabinetto del ministro e responsabile della sicurezza cibernetica, depositerà alla Procura della Repubblica in nome e per conto del ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, una denuncia per divulgazione di atti secretati e violazione di segreto d’ufficio». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

“BOZZA LETTERA UE DIFFUSA FA DANNI”

Il “giallo” della Lettera Ue spedita nelle scorse ore a Bruxelles (attesa contro risposta della Commissione Europea entro mercoledì prossimo, ndr) continua a soffiare sul Governo con l’ennesima “manina” di questi primo anno d’esecutivo gialloverde che miete ancora “vittime”. «La bozza del testo diffusa venerdì’ non era pensata per la pubblicazione, non sarebbe dovuta uscire» tuona oggi sul Corriere della Sera il Ministro dell’Economia Giovanni Tria, in aperta polemica specie con i M5s perché ritiene che la diffusione alle agenzie di stampa di quella pre-lettera abbia danneggiato il negoziato. Addirittura Tria ha dichiarato di aver avviato un’indagine interna al Parlamento, facendo depositare una denuncia contro ignoti alla Procura di Roma: il “giallo” è semplice nel racconto, complessissimo nelle origini. A borse ancora aperte e con lo spread in costante rialzo, l’uscita della “bozza” venerdì scorso dove si leggeva il taglio di Reddito di Cittadinanza e Quota 100 (e non solo) ha generato il caos tra M5s e Lega: Di Maio soprattutto esplose «tagli a spesa sociale? ma stiamo scherzando? Lo dico chiaramente: al governo Monti non si torna. Basta austerità, basta tagli, di altre politiche lacrime e sangue non se ne parla. Non esiste! Magari è utile fare un vertice di maggioranza con la Lega insieme al presidente Conte e allo stesso Tria, così sistemiamo insieme questa lettera, prima che qualcuno la mandi a Bruxelles».

LETTERA UE, LA NUOVA “MANINA” AGITA IL GOVERNO

Il Mef poi smentì su tutta la linea che quella fosse la lettera Ue ultimata e lo stesso Conte intervenne tramite i canali di Palazzo Chigi. Ma il caos si sofferma, ancora una volta, sulla viceministro delle Finanze (in quota M5s) Laura Castelli che mette in imbarazzo l’intero Governo: «Mi sorprende che Tria smentisca la versione della lettera circolata. Anche io avevo visto una bozza con i tagli al welfare. Mi rincuora che Conte abbia deciso di correggerne aspetti per noi irricevibili». È lo stesso Ministro che oggi al Corriere sbotta, «non doveva avere lei quel testo, quello era un documento riservato»: alla fine nella Lettera Ue inviata alla Commissione, Salvini e Di Maio hanno trovato la quadra con Tria facendo scrivere la proposta di attuazione di «un programma complessivo di riforme della spesa corrente comprimibile e delle entrate, anche non tributarie». «Il disavanzo dovrebbe attestarsi significativamente al di sotto delle previsioni della Commissione – si legge ancora nella lettera, facendo sparire i riferimenti alle due misure del Decretone – e la variazione del saldo strutturale dovrebbe essere conforme al Psc (Patto di stabilità e crescita, ndr) anche sulla base della stima di output gap della Commissione»: caso chiuso? Mica tanto, visto quanto rilanciato ancora oggi da Tria: «Se Castelli aveva quel testo, non lo doveva avere. Quello era un documento riservato, una bozza di lavoro con i miei appunti annotati a mano in cui osservavo nei vari passaggi “questo sì”, “questo no”. La corretta linea istituzionale vuole che prima di tutto un testo consolidato vada al presidente del Consiglio e poi al resto del governo». Non lo dice espressamente, ma l’attacco di Tria è contro qualche “manina” (termine già usato da Di Maio durante l’approvazione del Decreto Fiscale, quando qualcosa venne cambiato nella trasmissione verso il Quirinale a fine 2018, ndr) dei M5s visto quanto poi spiegato al termine dell’intervista al CorSera «Con Conte abbiamo iniziato a discutere la risposta da mandare alla Commissione europea prima ancora che la lettera arrivasse ufficialmente. E ho un appoggio pieno e preventivo a portare avanti questo negoziato. Con il premier ci eravamo detti che io avrei contattato soprattutto la Lega sui contenuti della risposta da mandare a Bruxelles, mentre Conte doveva contattare i 5 Stelle».

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