Lillo: “Posaman supereroe della pandemia”/ “Covid? 3 giorni in terapia intensiva…”

- Alessandro Nidi

Lillo, celebre comico reduce dal successo di Lol, si racconta ai microfoni de “La Stampa”: “Ho fatto fatica a non ridere davanti a Elio quando…”

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Lillo Petrolo dietro le quinte dello spettacolo Gagmen (Facebook)

Lillo, alias Pasquale Petrolo, è stato il vero idolo della prima stagione di “Lol – Chi ride è fuori”, lo show di Amazon Prime che ha riscosso grandissimo successo tra persone di tutte le età e che ha consentito ai dieci comici che vi hanno preso parte di guadagnare le luci della ribalta e godere di una sovraesposizione mediatica non certo di facile raggiungimento in questo periodo complicato, nel quale la pandemia di Coronavirus la fa da padrona e paralizza anche il settore del teatro e dello spettacolo in generale. Lillo, pur non aggiudicandosi la vittoria finale, ha conquistato grandi e piccini ed è senza dubbio il protagonista più chiacchierato del programma.

A trionfare, com’è noto, è stato Ciro, componente del gruppo comico napoletano “The Jackal”. Lillo in un’intervista rilasciata in data odierna a “La Stampa”, ha commentato così il successo del suo collega: Ha vinto Ciro perché era il più concentrato di tutti, il gioco premia la concentrazione. Noi abbiamo dato agli italiani quello che manca a tutti da più di un anno, il cazzeggio tra amici”. Effettivamente, il clima di leggerezza che si respirava durante le varie fasi della trasmissione era davvero apprezzabile.

LILLO: “HO PASSATO TRE GIORNI IN TERAPIA INTENSIVA”

Lillo, 58enne comico romano, ha rivelato ai lettori de “La Stampa” di avere fatto particolarmente fatica a rimanere serio di fronte a Elio che ballava il tip-tap, sottolineando che “Fedez e Mara Maionchi sono stati bravissimi. Fedez faceva il giudice ma rideva a crepapelle, Mara invece è di una simpatia devastante”. Tuttavia, soltanto pochi mesi fa Lillo, componente dello storico duo a cui dà vita insieme al collega Greg, ha ripercorso la sua convivenza con il Coronavirus: “Sono stato tre giorni in terapia intensiva, per fortuna non intubato. È stato doloroso e ho avuto davvero paura”. E, a proposito di pandemia, il suo Posaman può essere ritenuto il supereroe per antonomasia di quest’epoca ricca di incertezze: “Credo che rappresenti l’impotenza di cui tutti siamo vittime davanti al virus. Nemmeno un supereroe può farci nulla”.



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