LINA WERTMÜLLER/ “Sono stata guardia del corpo di Fellini e ho menato un macchinista”

- Fabiola Iuliano

Lina Wertmüller ha vinto l’Oscar alla carriera. Ospite questa sera a Che tempo che fa, la celebre regista racconta qualche aneddoto che la riguarda.

lina wertmller sottovoce
Lina Wertmüller (Sottovoce, Rai 1)

Lina Wertmüller ha scritto un libro per raccontare gli aneddoti più interessanti e divertenti della sua carriera. Nel libro si parla dei colleghi Wanda Osiris, Leonardo DiCaprio e Federico Fellini, tanto per citare i più rappresentativi. Quanto a quest’ultimo, Lina dice di averlo “difeso” dalle ammiratrici. “Sono stata la sua guardia del corpo”, afferma con fierezza. Lina non si è risparmiata nemmeno i calci e i pugni: la regista ammette di aver “menato” anche un macchinista. Si spera solo per legittima difesa, oppure per scherzare (anche se “scherzi di mano, scherzi di villano”). È un’intervista all’insegna del divertimento. Il tono di Fazio è rilassato, e anche le domande sono poco impegnative. Una di queste è: “Perché non hai mai cambiato occhiali?”. Le risposte sono due: in primis, un’azienda gliene ha regalati cinquemila; in secundis, “gli occhiali bianchi sono estivi, allegri”. (agg. di Rossella Pastore)

LINA WERTMÜLLER OSPITE A CHE TEMPO CHE FA

Lina Wertmüller si racconta questa sera a Che tempo che fa. L’ospite di Fabio Fazio parlerà, in particolare, dell’Oscar alla carriera, ottenuto per essere stata, 42 anni fa, la prima donna candidata alla statuetta per la miglior regia. “Sono molto contenta e, se proprio devo dirla tutta, non me l’aspettavo”, dice la regista in un’intervista concessa al settimanale Chi. “La verità – continua Lina Wertmüller – è che i premi non sono mai stati la mia priorità, visto che il mio obiettivo è sempre stato quello di far sognare il pubblico”. Tuttavia, nella Ray Dolby Ballroom di Los Angeles, dove nelle scorse settimane sono stati consegnati i Governors’ Awards, è riuscita a non passare del tutto inosservata. Sul palco della kermesse, dove è stata chiamata dalla diva italiana Sophia Loren, ha esordito con un piccolo rimprovero: “Cominciamo dal fatto che già questo Oscar è una cosa molto maschile, perché non facciamo un Oscar femminile e lo chiamiamo Anna?”

SOPHIA LOREN: “LINA WERTMÜLLER? UNA DONNA STRAORDINARIA”

Nella serata di gala per la consegna del premio Oscar, Lina Wertmüller ha avuto la possibilità di rivedere una vecchia amica, Sophia Loren, che l’ha accolta sul palco esprimendo parole cariche di affetto. Dopo essersi complimentata con la regista, Sophia Loren ha ricordato il primo film girato assieme “più di 40 anni fa, “ma gli aggettivi per descrivere Lina sono gli stessi – ha ricordato la stella del cinema mondiale – piena di passione, giocherellona, onesta e brillante. Quando la incontri – ha aggiunto Sophia Loren – capisci immediatamente che sei alla presenza di un incredibile talento ma anche di una donna indimenticabile, un’artista che ha fatto storia essendo se stessa”. Nella cena post premiazione, Lina Wertmüller e Sophia Loren hanno avuto inoltre la possibilità di sedere l’una accanto all’altra: “Vuole sapere cosa ci siamo dette? – rivela la regista al settimanale Chi – Tante belle parole, ma il resto non glielo dico”.

LINA WERTMÜLLER: “HO FATTO UNA BELLA VITA”

Nel mondo del cinema, Lina Wertmüller ha la fama di essere la regista più cattiva, ma allo stesso tempo più simpatica. Tuttavia, messa di fronte alle chiacchiere sul suo conto, il premio Oscar non si è scomposto, complimentandosi con se stessa per il risultato raggiunto: “Speriamo che questa fama duri ancora a lungo – dice la regista a Chi – Ci tengo a certi primati. Di me – aggiunge – in fondo si è detto di tutto. Anche che menavo sul set, ma quello è vero”. Una carriera straordinaria, un premio Oscar alla carriera e un nome che è già diventato una leggenda. Ma cosa vede Lina Wertmüller quando si guarda indietro e osserva tutto ciò che è riuscita a costruire nel corso della sua esistenza? “Ho fatto una bella vita – ammette la regista – anche perché non mi posso certo lamentare. Non ho rimpianti – conclude – e nemmeno rimorsi”.

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