Lindner: “no embargo gas, serve per aziende”/ “Ok sequestro beni Russia. Su debito…”

- Niccolò Magnani

Il piano della Germania su gas, sanzioni e guerra: Ministro Lindner “no embargo gas, serve per aziende. Non facciamoci più male di Putin. Ok sequestro beni Russia, ma sul debito comune…”

Lindner, Germania
Christian Lindner, Ministro delle Finanze Germania (LaPresse, 2022)

GERMANIA, IL PIANO DEL MINISTRO DELLE FINANZE LINDNER SUL GAS

Se l’Italia con Draghi alla Casa Bianca e prima all’Unione Europea aveva proposto come azione immediata il “tetto sul prezzo del gas”, la Germania con il Ministro delle Finanze Lindner risponde con un piano completamente diverso partendo però dallo stesso assunto: non si può porre un embargo sul gas dalla Russia in quanto non solo serve alla vita dei cittadini, ma occorre per non far morire le aziende già messe a dura prova dagli effetti di pandemia, crisi materie prime e sanzioni.

Il progetto viene delineato dal titolare delle Finanze a Berlino, il leader liberale Christian Lindner, nella lunga intervista al “Corriere della Sera” (assieme ad altri tre quotidiani europei): «il nostro obiettivo è diventare del tutto indipendenti dalle importazioni di energia dalla Russia. La strategia energetica della Germania e la dipendenza dalla Russia durante i precedenti governi sono stati un grave errore». Allo stesso tempo, mentre si cerca di lavorare per diversificare le importazioni di gas – così come l’Italia – Lindner afferma «ci vorrà tempo. Va evitata una situazione in cui infliggiamo più danni a noi stessi che a Putin: la forza dell’economia dell’Unione europea e del G7 è il nostro vantaggio in questo conflitto». Per questo motivo, continua il Ministro Lindner, «Per la Germania, uno stop immediato delle forniture di gas dalla Russia porterebbe gravi danni». Il titolare delle Finanze tedesche riflette poi sul prezzo che la Germania, ma non solo, potrebbe pagare qualora si arrivasse alla crisi totale a seguito dell’embargo di metano: «sostenere l’Ucraina non è una questione di prezzo: difende i nostri valori contro un regime autoritario che mina l’ordine internazionale basato sulle regole. Ma non voglio neanche rischiare una recessione grave che potrebbe ridurre la nostra capacità di sostenere economicamente e militarmente l’Ucraina».

LINDNER: “OK SEQUESTRO BENI RUSSIA, NO AL DEBITO COMUNE”

Per tutti questi motivi, riflette ancora il Ministro delle Finanze Christian Lindner, porre un tetto al prezzo del gas potrebbe generare più rischi che altro: «si rischia che la parte russa interrompa i flussi. Se modifichiamo unilateralmente i contratti, Putin potrebbe reagire stoppando di netto le forniture. Non so quali sarebbero le conseguenze per l’Unione europea, ma per la Germania non ci sarebbe solo una perdita di benessere o una riduzione della crescita. Certi settori industriali non sarebbero più in grado di produrre nel Paese».

Lindner rivendica la giusta linea di eliminare la Russia dal sistema finanziario internazionale per costringerla a ridimensionare le proprie mire espansive in Ucraina: ancora il Ministro del Governo Scholz riflette come ad oggi, «Molti beni russi sono congelati. In molti settori abbiamo interrotto gli affari. Tutto ciò avrà un peso sempre maggiore per l’economia russa. Vladimir Putin deve pagare un prezzo molto alto per l’aggressione all’Ucraina». Sull’idea nata nelle scorse settimane in Ue di porre sotto sequestro le riserve estere della banca centrale russa, conclude Lindner, «Ne stiamo parlando al G7 e nella Ue, ci sono proposte sul tavolo. Quanto agli asset dei privati, vediamo: anche se abbiamo a che fare con oligarchi russi, dobbiamo rispettare lo Stato di diritto». In merito alla possibilità di lanciare un Recovery Fund “bis” per la guerra e l’energia, altro punto affrontato dall’Italia di Draghi, la Germania risponde “nein”: «Next Generation Eu (il Recovery Fund, ndr) è un’opportunità unica per finanziare gli investimenti pubblici nella trasformazione, unica per allargare il sentiero di crescita e benessere nell’Unione e unica per superare le vecchie carenze. Ma è unica, appunto. Al momento, i finanziamenti non sono ancora stati assorbiti dai governi, anche a causa di problemi burocratici».





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