Lino Guanciale: “Attore grazie a mia nonna”/ “Mio figlio Pietro ha cambiato mia vita”

- Alessandro Nidi

Lino Guanciale, in tv con la terza stagione de "La porta rossa", ha parlato delle sue origini: "Ad Avezzano giocavo a rugby, poi mia nonna materna mi disse..."

Lino Guanciale sul set de 'L'allieva' Lino Guanciale sul set de "L'allieva"

Lino Guanciale, attore di fiction e di teatro, si è messo a nudo su “La Repubblica”, affrontando anche alcuni aspetti della vita privata, sulla quale è abitualmente molto riservato. La star di casa, oggi come oggi, è suo figlio Pietro (1 anno) e “non potrebbe essere altrimenti, non ce n’è per nessuno. Finché non hai un figlio, non sai come ti cambia la vita. Ho 43 anni, età quasi veneranda, e lo diciamo con mia moglie Antonella Liuzzi: non ci ricordiamo più come fosse la vita prima senza di lui”.

Lino Guanciale è convolato a nozze nel 2020 in gran segreto e il popolo dei social l’ha scoperto a giochi fatti. Questo perché – ha aggiunto l’interprete di numerose serie tv di successo, come “Noi”, “Sopravvissuti” e “La porta rossa” “la vita privata si definisce così per ragioni precise di dizionario e ognuno ha diritto di difenderla. Però non bisogna sottovalutare le persone o pensarle come bacino di utenza: ci vuole equilibrio, raccontare qualcosa di sé senza darsi in pasto”.

LINO GUANCIALE E LE SUE RADICI: “GIOCAVO A RUGBY, MA MIA NONNA MATERNA…”

Lino Guanciale è cresciuto ad Avezzano, in Abruzzo. Giocava a rugby, ma la passione per il teatro era di casa, in quanto ambedue le nonne ne erano innamorate. “Quella materna, quando ho detto che mi sarebbe piaciuto intraprendere questa strada, mi ha detto: ‘Allora Linuccio caro, vai a fare la scuola di Gassma’ – ha asserito l’attore –. Gassman lo pronunciava rigorosamente senza la ‘n’. Ha avuto ragione: sono andato all’Accademia Silvio D’Amico, una benedizione: sono entrato al primo colpo”.

Nel mestiere che fa, Lino Guanciale ha compreso quanto sia determinante intercettare le aspettative, i desideri, le fantasie del pubblico, anche di estrazioni e gusti diversi: I miei maestri pensavano che il pubblico dovesse fare un passo verso l’artista, invece è l’artista che deve fare un passo verso il pubblico, la gente non va mai sottovalutata”. Agli inizi, sul palco, Guanciale era “timido, pieno di complessi e di paure. Mi chiedevo: ‘Che maschera devo mettere per essere accettato da questo gruppo o da quest’altro?’. Siamo tutti messi davanti alle stesse paure e alla stessa insicurezza, anche i più popolari: questo mi ha dato un’iniezione di coraggio”.





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