Luciana Littizzetto, monologo tv vs Referendum giustizia/ Rai, ira Vigilanza e Agcom

- Niccolò Magnani

Bufera su Luciana Littizzetto dopo monologo contro i Referendum sulla giustizia: “preferivo quesiti eutanasia e droghe”. Ira Agcom e Commissione Vigilanza contro la Rai

Fazio e Littizzetto
Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, Che tempo che fa (video Twitter, 2022)

IL MONOLOGO IN TV CONTRO I REFERENDUM: BUFERA SU LUCIANA LITTIZZETTO

«Abbiamo creduto per anni che Forum fosse reale e adesso dobbiamo esprimerci sull’elezione dei consigli giudiziari?»: l’intervento di domenica scorsa di Luciana Littizzetto sul finale di “Che tempo che fa” con Fabio Fazio sta creando un semi-terremoto in Rai a pochi giorni dal voto per i Referendum popolari sul tema giustizia del 12 giugno 2022.

Per la “Lucianina nazionale” il monologo sostanzialmente contro i 5 quesiti referendari sta costando non poche polemiche, tanto politiche quanto all’interno dell’autorità delle comunicazioni, fino alla Commissione di Vigilanza Rai. Non sono piaciute le parole di satira della Littizzetto in momento di – teoricamente – par condicio, ma soprattutto non è piaciuto l’intento di “denigrare” il contenuto dei 5 Referendum, in confronto a quelli invece bocciati dalla Consulta (su eutanasia e cannabis). «Certo – ha esordito la comica Littizzetto leggendo la sua surreale “lettera a Camera e Senato” – il cittadino dovrebbe informarsi, ma se dovessimo informarci su tutte le leggi che vota il Parlamento, allora aboliamo il Parlamento e facciamo votare direttamente i cittadini. Due erano i referendum che ci stavano a cuore: eutanasia e droghe leggere. Invece no, dobbiamo dire la nostra su questioni specifiche di diritto»: per la comica che piace alla sinistra, questi quesiti presentati da Lega e Radicali sono troppo difficili e astrusi. Dunque, secondo lei, quasi inutili: «Custodia cautelare, legge Severino, ancora ancora, ma elezione Csm, separazione delle carriere, elezione consigli giudiziari ma che cacchio ne so? Ma per chi ci avete preso? Per 60 milioni di Giuliani Amati? Siamo forse dei Perry Mason?». Chiudendo il suo semi-monologo affianco di Fabio Fazio, la comica piemontese ha sottolineato che «Comunque io a votare ci andrò, perché è un mio diritto e molti anni fa in tanti ci hanno rimesso la vita perché io lo potessi esercitare», ma allo stesso tempo «Votare è bellissimo, però vi dico la verità: il 12 giugno pensavo di andare al mare. Invece ci chiedete di pronunciarci sul referendum, non uno, ma cinque».

LITTIZZETTO VS REFERENDUM GIUSTIZIA: IRA AGCOM E VIGILANZA CONTRO LA RAI

Già negli scorsi giorni l’Agcom (Authority per le garanzie nelle comunicazioni) aveva allertato con un richiamo ufficiale la Rai per “scarsa informazione” riguardo il voto del 12 giugno: ora però, dopo il “caso Littizzetto” è ancora la tv di Stato a rischiare sanzioni più pesanti.

La bufera principale arriva però dalla politica, come prevedibile: per il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, nonché tra gli ideatori di questi 5 quesiti sulla giustizia, «Nei talk show il referendum c’è o c’è parlarne male senza contraddittorio. L’apoteosi c’è stata con il monologo della Littizzetto. Io però la devo ringraziare, anche se ha sbertucciato i referendum, perché ne ha parlato in prima serata». L’esponente della Lega prosegue nel suo atto di accusa alla Rai e aggiunge: «L’abbonamento Rai che serve per pagare lo stipendio alla Littizzetto e a Fazio non mi va giù. In un momento nel quale nessuno parla dei referendum loro non trovano di meglio da fare che disincentivare alla partecipazione al voto. Dalla Littizzetto e Fazio non mi aspetto niente di diverso ma devono capire che questo tema riguarda tutti, ed essere arrestati di notte senza sapere il perché può succedere anche alla Littizzetto e Fazio, poi magari non scherzerebbero più su questi temi». Per il deputato di Forza Italia Andrea Ruggeri, componente della Commissione di Vigilanza Rai, serve una presa di posizione forte dell’azienda: «Se per la Littizzetto è indifferente che ogni 8 ore, tutti i giorni, un italiano vada ingiustamente in carcere, per poi essere assolto, e spesso chi commette l’errore non paga mai ma spesso viene promosso ne prendiamo atto. Forse non tutto si merita una risata. La Costituzione ci dice che andare a votare è un dovere». Anche un altro esponente della Commissione Rai, il renziano deputato Michele Anzaldi, contesta e non poco l’intervento di Luciana Littizzetto: «È buona informazione da servizio pubblico? Che ne pensa l’Agcom che a pochi giorni dal voto fa solo richiami generici?». Infine, i parlamentari della Lega in Commissione Vigilanza Rai – ovvero Giorgio Maria Bergesio, Dimitri Coin, Umberto Fusco, Elena Maccanti, Simona Pergreffi, Leonardo Tarantino – hanno annunciato di aver presentato interrogazione ufficiale per il caso di “CTCF” sui referendum, «per chiedere conto ai vertici dell’azienda di quanto avvenuto nell’ultima puntata del programma ’Che tempo che fa’, nel corso della quale Luciana Littizzetto ha di fatto rappresentato le posizioni contrarie ai referendum sulla giustizia senza il benché minimo contraddittorio».







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