MADE IN ITALY/ Un Protocollo per promuovere la nostra cultura gastronomica nel mondo

- Manuela Falchero

Dall’accordo tra SlowFood e il ministero per gli Affari esteri un calendario di appuntamenti in tutto il mondo per il Made in Italy di qualità

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Pixabay

Il food & beverage Made in Italy torna al centro dell’attenzione delle istituzioni. Dopo la recentissima presentazione di un’articolata strategia di promozione del vino tricolore al Tavolo agroalimentare del Maeci, ora tocca al mondo alimentare. È stato infatti siglato un Protocollo di intesa tra lo stesso ministero per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale e Slow Food, con l’obiettivo di promuovere, sostenere e valorizzare le produzioni gastronomiche locali. 

“Con questo Protocollo – ha dichiarato il Sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano – aggiungiamo un ulteriore tassello alla nostra strategia di promozione integrata all’estero dell’Italia, coinvolgendo ancora di più una realtà importante del nostro Paese, che può in questa maniera contribuire ancor più a trasmettere i valori (e i sapori) dell’Italia nel mondo”.

L’intesa prevede, nel corso dell’anno, un ricco calendario di appuntamenti in tutto il mondo all’insegna del Made in Italy di qualità, frutto del lavoro di contadini e artigiani dall’agroalimentare di piccola scala impegnati nella tutela della biodiversità. Un percorso che avrà il suo culmine nell’autunno 2022 con Terra Madre Salone del Gusto.

E che intanto prende avvio con un primo, concreto passo della partnership: dal 1 dicembre l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ateneo di riferimento di Slow Food, renderà infatti disponibile gratuitamente a tutti, di concerto con la Farnesina, il Mooc (Massive Open Online Course) dedicato alla “Storia della Cucina Italiana”. 

Il corso, elaborato dai docenti UNISG con il contribuito di ex studenti e personalità di primo piano del mondo della gastronomia tricolore – da Massimo Montanari a Carlo Cracco, da Alberto Capatti a Massimo Bottura solo per citarne alcuni -, si articola in 42 video lezioni sottotitolate in inglese e intervallate da materiale di lettura e quiz per verificare le competenze apprese. 

Grazie all’interesse del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e al supporto della struttura ministeriale, l’Università ne condividerà però i contenuti in anteprima, in occasione della Settimana della cucina italiana nel mondo, iniziativa nata per promuovere all’estero il meglio della filiera agroalimentare e della tradizione enogastronomica italiana, in programma dal fino al 28 novembre. A essere coinvolte saranno tutte le sedi diplomatiche italiane all’estero, Ambasciate, Consolati, Istituti di Cultura, Camere di Commercio e ICE, in modo da favorire la diffusione il più possibile globale di un approccio alla cucina italiana che non si limiti a celebrarne la dimensione ludica e commerciale, ma che sappia approfondirne gli aspetti storici, culturali e sociologici che ne costituiscono i caratteri fondanti.

I Mooc sono corsi brevi erogati interamente online e fruibili on demand in ogni angolo del mondo. La piattaforma su cui sono consultabili andrà ad arricchirsi negli anni con capitoli dedicati sia al passato della gastronomia che ai singoli prodotti. “Capire questa parte della storia italiana – commenta Carlo Petrini, presidente di Slow Food – significa capire il paesaggio rurale del nostro Paese, il riscatto delle classi più povere, il ruolo dei migranti per la divulgazione di prodotti e di savoir-faire. Lo straordinario mondo di una cultura materiale che è patrimonio della nostra gente. Mi auguro che questo lavoro sia di ausilio per una corretta e onesta rappresentazione del nostro patrimonio gastronomico”.

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