Magalli “Mia candidatura a Presidente del 2015? Andò così”/ “All’epoca nomi ‘vecchi’”

- Davide Giancristofaro Alberti

Giancarlo Magalli venne “candidato” a presidente della Repubblica nel 2015, sette anni fa, quando poi venne eletto Mattarella: ecco come andò

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Magalli a Conctrocorrente

In vista della prima votazione del presidente della repubblica di oggi, Veronica Gentili, giornalista e conduttrice del programma di Rete 4, Controcorrente edizione serale, ha intervistato in diretta tv Giancarlo Magalli. Il volto noto di casa Rai Uno era stato “candidato” durante la precedente elezione del Quirinale, nel 2015, quando poi venne scelto il capo dello stato uscente, Sergio Mattarella: “Diciamo che viene sempre detto, ‘tu candidato’, candidato è uno che si candida e che vuole fare il presidente della Repubblica. Io più che candidato sono stato coinvolto in un sondaggio che fece Il Fatto Quotidiano la scorsa elezione”.

Quindi ha precisato: “Fece un sondaggio chiedendo ai suoi elettori chi vorreste al Quirinale, I primi nomi che arrivarono furono nomi di politici veri, un po’ forse logori diciamo, pensa che alcuni li hanno riproposto anche quest’anno, quindi 7 anni dopo ancora più logori, e molte persone dissero ‘no basta, ancora questi, non se ne può, più’”. A quel punto venne fuori la candidatura proprio di Magalli: “Uno disse meglio Magalli, non so come gli viene in mente questa cosa ma disse meglio Magalli”.

MAGALLI E LA CANDIDATURA A PRESIDENTE DEL 2015: IL FAMOSO SONDAGGIO DE IL FATTO QUOTIDIANO

A quel punto scattò una sorta di campagna mediatica che venne ulteriormente alimentata da Il Fatto Quotidiano, che ripropose il sondaggio: dopo il “primo turno” in cui il presentatore ottenne 1.867 voti contro i 17.367 di Rodotà, al secondo turno il voto si ribaltò con Magalli che superò quota 17mila, mentre il giurista si fermò a soli 6 mila.

“Mi ha chiamato anche un giornalista de Il Fatto – aveva scritto all’epoca il conduttore televisivo sul suo profilo Facebook – Ha scherzosamente cercato di farmi dire due cose: la prima è che sarei pronto a ritirarmi dal ballottaggio, poi che i miei voti se li potrebbe prendere Rodotà che a me è persona che non dispiace. Ecco, io ho detto di no ad entrambe le proposte, perché sarebbe stato prendere in giro le migliaia di persone che hanno sostenuto questa pazza idea, pur sapendo tutte perfettamente che si tratta solo di un gesto simbolico.Quindi, se domattina doveste leggere sui giornali che mi ritiro dal ballottaggio o che regalo i miei voti, non credeteci!”.







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