Maneskin, video di “I wanna be your slave” trasgressivo e potente/ Ses*o e tabù…

- Stella Dibenedetto

I Maneskin pubblicano il video di I Wanna be your slave e fanno letteralmente impazzire i fan: boom di visualizzazioni per un inno alla libertà sessuale.

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I Maneskin all'Eurovision 2021 (foto: Instagram)

I Maneskin non si fermano più e, soli vent’anni, dimostrano di avere le idee chiare sul mondo in cui vorrebbero vivere. Dopo aver scalato tutte le classifiche mondiali con il brano I wanna be your slave hanno regalato ai fans un videoclip d’autore firmato da Simone Bozzelli, vincitore della 35ma Settimana Internazionale della Critica alla Mostra del Cinema di Venezia con il corto J’Adore. Nel video, Damiano, Ethan, Victoria e Thomas raccontano la libertà di vivere la sfera sessuale senza tabù. Con abiti di pelle, tacchi a spillo, calze a rete e completi intimi bianchi che esaltano la loro bellezza, danno vita ad immagini che raccontano la libertà d’amare senza regole. Damiano, Victoria, Ethan e Thomas si accarezzano, si baciano e si lasciano andare a gesti che hanno lasciato senza parole i fans che, sui social, sono letteralmente impazziti per un video che definiscono “straodinario”, “provocatorio” e “originale” come spesso hanno dimostrato di essere gli stessi Maneskin in questi anni.

Maneskin, tutti pazzi per il video di I wanna be your slave

Il video di “I wanna be your slave” è stato pubblicato su Your Tube il 15 luglio alle 19 con un’anteprima mondiali seguita da migliaia di fans. In poco meno di 24 ore, il video è al primo posto tra le tendenze di You Tube e ha già superato 5 milioni di visualizzazioni, ma qual è il significato del video? A spiegarlo sono proprio i Maneskin in un’intervista rilasciata ai microfoni di Ticino Online. «il pezzo parla sì di sesso e di come possa essere anche varia e disparata la sua interpretazione. abbiamo voluto rappresentare svariate scene che nell’immaginario comune possono risultare comunque strane o disturbanti proprio per mostrare che nella vita di molte persone sono la normalità malgrado ci siano ancora molti tabù e diversi di stigmi», ha spiegato Damiano.







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