Marco Bocci regista “Rinasco dopo il coma”/ E su Emma Marrone “Mi ero spaventato…”

- Silvana Palazzo

Marco Bocci debutta alla regia: “Rinasco dopo il coma”. E sulla malattia di Emma Marrone “Mi ero spaventato, ho provato a chiamarla e aveva il telefono spento…”

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Laura Chiatti e Marco Bocci (Foto: Instagram)
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Da attore a regista: Marco Bocci compie il grande salto e indossa vesti a lungo sognate. Lo fa realizzando un film tratto peraltro dal suo primo romanzo. E così vive emozioni positive dopo quello spavento per un herpes che arrivò fino al cervello e lo portò al coma. «È stato brutto, davvero brutto. È una cosa che non ti aspetti anche se l’ho realizzata solo dopo», dice al Corriere della Sera. Poi rivive quanto accaduto quei giorni: «Mia moglie mi ha trovato privo di conoscenza e ha chiamato i soccorsi. Mi sono svegliato dopo tre giorni: ho avuto paura». Ma quella consapevolezza di non essere immortale o comunque indistruttibile da un lato lo ha lasciato atterrito, dall’altro gli ha fatto apprezzare la vita. «Sono ripartito con un’energia nuova». Quella che ha dimostrato di avere Emma Marrone, sua ex fidanzata e ora amica. A proposito del ricovero e della malattia Marco Bocci ammette: «Mi ero spaventato. Avevo provato a chiamarla ma aveva il telefono spento: volevo farle arrivare il mio messaggio».

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MARCO BOCCI “RINASCO DOPO IL COMA”. E SU EMMA MARRONE…

Se Marco Bocci debutta come regista, l’ex Emma Marrone invece ha fatto il suo esordio da attrice. I loro percorsi professionali potrebbero incrociarsi? Il marito di Laura Chiatti non lo esclude: «In effetti, chi lo sa?». Per il suo film da regista aveva pensato invece ad arruolare proprio la moglie. «La tentazione c’era, ma non siamo riusciti a incastrare le date: era su un altro set. Ci siamo dati appuntamento per il mio secondo film, che girerò l’anno prossimo: ci sarà anche lei». Nel film, che uscirà il 28 novembre, parla di Tor Bella Monaca, una realtà che conosce molto bene. Così vuole combattere il pregiudizio, perché non c’è solo la criminalità. Come quello che lui ha dovuto combattere per l’essere un bell’uomo e per la sua vita sentimentale. «Devo quasi sempre dimostrare il triplo e lo avverto. Mi fanno un po’ paura i giudizi dati senza approfondire… per questo ho grandi timori sul mio film, gli stessi che avevo sul libro, anche se poi nessuno lo ha giudicato in modo prevenuto. Ma nel mio mestiere spesso le cose funzionano per cliché».

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